DISEGNI DEI PITTORI ITALIANI
Raffaello Sanzio (1483-1520)


Text by Roberto Marini
 

Raphael Sanzio
(1483-1520)

Preface

The drawings in this section are taken mainly from the collection of Raphael’s drawings in the Department of Drawings and Prints in the Gallerie degli Uffizi in Florence. The collection in the Uffizi is the only fairly large collection of Raphael’s works left in Italy. It cannot, however, compete with that found in the Ashmolean Museum in Oxford, the Musée Wicar in Lille or the Graphische Sammlung in the Albertina in Vienna, but it does offer a quality and variety of themes that makes it one of the best collections in the world.

Critics often have to face the problem of attribution with regard to Raphael because he is one of the few artists whose works have been copied on such a vast scale, primarily by his pupils as exercises and studies of work. Without suggesting imitation or forgery, Raphael’s fame amongst his contemporaries explains the extent of the copies that has made the work of many scholars so difficult. However, the severity of the curators of the Drawing Collection is a guarantee of authenticity. The seventeen signed folios plus fifty-five of his “school”, donated in 1866, were deleted from the Raphael catalogue that remained firmly composed of one hundred and six works, apart from some new attributions. The integrity of the drawings was put at risk by some preventative and display techniques but these add value to their publication in electronic form. In 1849 the directors of the Galleries proposed the improved preservation of the drawings, unfortunately creating more damage. They  “chose the most valuable paper, fixed the pencil and chalks, diligently placing them on special card and closing them in drawers of oriental wood thereby making them inaccessible to moths, building them with particular care so as to prevent them from touching.” It was almost a disaster, although less than that risked after 1854 when the director at that time hung the framed drawings on the walls of the Gallery for public view, subjecting them to a sudden acceleration of their natural deterioration. They are now well preserved but only accessible through reproductions published in costly and heavy volumes or in the following extracts.

( Note 1: the dates, when indicated, are those agreed upon by the majority of scholars and are often indicative. Rarely does a signature appear on the folio, perhaps only on one. The order of the extracts, therefore, is not to be considered chronological.

Note 2: As normally happens when dealing with measurements, the height is always put before the length of the folio. When the folio is irregular in shape the maximum measurements are indicated.)

                    HP

Raffaello Sanzio
(1483 - 1520)

Prefazione

I disegni presentati in questa sezione provengono in gran parte dal fondo dei disegni di Raffaello nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe della Galleria degli Uffizi di Firenze. Il fondo degli Uffizi, unica raccolta di opere raffaellesche di una certa vastità rimasta in Italia, non può competere per quantità con l’Ashmolean Museum di Oxford, col Musée Wicar di Lille o con la Graphische Sammlung dell’Albertina di Vienna, ma offre una qualità e una varietà di temi che ne fa una delle migliori collezioni al mondo.

Con i disegni di Raffaello la critica si è spesso trovata ad affrontare lo scoglio dell’attribuzione, perché di pochi altri artisti esiste una tale abbondanza di opere riprodotte: in primo luogo dagli allievi, come lavoro di studio ed esercitazione. Senza bisogno di ipotizzare contraffazioni e falsi, la celebrità di Raffaello già presso i contemporanei spiega la mole di opere d’imitazione che ha reso difficile il lavoro di molti studiosi; ma la severità dei curatori del fondo Disegni è garanzia di autenticità. I diciassette fogli dichiarati autografi, più cinquantacinque definiti “di scuola” provenienti da una donazione fatta nel 1866, sono stati espunti dal catalogo raffaellesco, che dal 1890 rimane stabilmente composto da centosei opere, a parte qualche nuova attribuzione. Sono interessanti alcune vicende conservative/espositive che hanno messo a rischio l’integrità dei disegni (e che danno valore alla loro pubblicazione in forma elettronica). Nel 1849 la direzione della Galleria si propose, creando più danni che altro, di conservare al meglio i disegni “…trascegliendo dall’intera massa le carte più preziose; le quali dopo avervi fissato le matite ed i gessetti onde eran disegnate sonosi diligentemente distese sopra appositi cartoncini e rinchiuse in cassette di legno orientale inaccessibile ai tarli, e costrutte con particolare ordigno diretto ad impedire la confricazione (sfregamento) dei Disegni.” Fu quasi un disastro, sebbene minore di quello rischiato per parecchi anni a partire dal 1854, quando l’allora direttore fece collocare nell’esposizione permanente buona parte dei disegni, incorniciati e appesi nelle sale della Galleria rendendoli sì visibili al pubblico, ma sottoponendoli anche a un’accelerazione improvvisa del naturale degrado. Ora sono certamente meglio conservati, ma accessibili solo tramite riproduzioni pubblicate in volumi ponderosi e costosi, oppure nelle schede che seguono.

(Nota 1: le date, quando indicate, sono quelle che trovano concorde la maggioranza degli studiosi, e sono spesso indicative. Sono rarissimi i fogli in cui appare una data autografa, forse uno soltanto. La successione delle schede, quindi, è da considerare solo parzialmente cronologica.

Nota 2: come da tradizione consolidata, nelle misure l’altezza precede sempre la larghezza del foglio; quando il foglio è di forma irregolare, si indicano le misure massime.)