Non è una provocazione e non c’entra la falsificabilità di Popper. Nelle Sylvae Poliziano descrive Mercurio: “fert pedibus pinnas puer Arcas, crine galerum / ...incurvam sustinet harpen” (“Il giovane d’Arcadia ha le ali ai piedi e il copricapo di pelle / … al fianco porta la spada ricurva”). A parte il galerum, che è un berretto di pelle di cane e non un elmo, sembra la foto del Mercurio di Botticelli; e nell’iconografia consolidata il dio non compare armato, tanto meno di un’harpe incurva o spada falcata. La citazione si trova in Levi D’Ancona, op. cit., pag. 52. Un’osservazione: l’autrice propone la datazione 1476-81, le Sylvae risalgono agli anni 1485-86.

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