Testo di Roberto Marini
foto di Bruno Balestrini

 

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San Volfango, Chiesa parrocchiale, altare maggiore. Fuga in Egitto, particolare della predella.
San Volfango, Parish Church, Main altar, Flight in Egypt, detail of the altar-step
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San Volfango, Chiesa parrocchiale, altare maggiore. Circoncisione di Gesù (particolare).
San Volfango, Parish Church. Main altar. The Circumcision of Jesus (detail)

San Volfango, Chiesa parrocchiale, altare maggiore. Particolare della Madonna dello scrigno.
San Volfango, Parish Church, Main altar. Detail of the Madonna of the Scroll

Gries (Bolzano), antica Chiesa parrocchiale, altare della Vergine. Angelo musicante nello scrigno.
Gries ( Bolzano) Old Parish Church, altar of the Virgin. The musical angel of the scroll
    Se si vogliono cercare ritratti femminili, sarà bene passare velocemente oltre il volto più tetro che triste della Madonna della Fuga in Egitto, opera forse da attribuire più a Johann Pacher, figlio di Michele, nell'altare maggiore della chiesa parrocchiale di San Volfango (si veda la differenza coi volti delle assistenti nella Circoncisione di Gesù, in una tavola interna), e ammirare invece le sculture lignee come la Madonna dello scrigno dello stesso altare. Va precisato che la realizzazione di altari come questi, opere quanto mai complesse da un punto di vista architettonico, scultoreo e pittorico, poteva richiedere tempi molto lunghi, e quindi l'intervento di molti collaboratori: da documenti su San Volfango risulta che Pacher impiegò ben dieci anni per portarlo a termine. Le mani della Madonna dello scrigno, frutto di un restauro, sono un'aggiunta moderna: ma cosa c'è, in questa statua policroma, di più moderno dei capelli di una lunghezza mai vista in una raffigurazione mariana, o della delicata ma audace colorazione delle gote? Sembrerebbe davvero che Pacher abbia avuto una mano più felice, o più libera, nella complessa costruzione architettonica e statuaria degli altari: ancora piuttosto rigida e simmetrica nello scrigno di quello di Gries, ma decisamente movimentata, piena di figure drappeggiate e di particolari deliziosi nell'altare della chiesa di S. Volfango. Però, anche nello scrigno di Gries, si può osservare come Pacher sia quasi più realista in scultura che non in pittura. Gli angeli musicanti hanno posture, strumenti, mani assolutamente naturali, e molto più innovative di qualsiasi precedente nell'area culturale in cui ha lavorato Pacher. Un'ultima domanda, quindi: è ancora possibile, come ha fatto qualche commentatore, definirlo un artista "tardogotico"? È chiaro che questo fa parte del mistero di Pacher, e del suo richiamo, perché pochi pittori e scultori sanno, più di lui, farsi ammirare e insieme insinuare interrogativi che spingono a studiarlo, o almeno a guardarlo, con sempre maggiore attenzione.

    I To find female portraits, it is better to quickly pass over the more dark than sad faces of the Madonna in her Flight to Egypt, a work which could, perhaps, be attributed to Johann Pacher, the son of Michele, in the main altar of the Parish Church of St.Volfango (notice the difference in the faces of the asistants in the Circumcision of Jesus, in an internal tablet) and admire instead the ligneous sculpture of theMadonna of the Scroll in the same altar. It should be stressed that in altars such as these which from an architectual, scuptoral and pictoral point of view, possibly required a long time to create and therefore the intervention of many collaborators. From the documents about St.Volfango, it seems that it took Pacher ten years to complete. The restored hands of the Madonna of the Scroll were added later: but what is there in this polychrome statue that is more modern than the hair of a length never seen in a Marian representation or in the delicate but audaceous colouring of the Goths? It truly seems that Pacher had a happier, or is it freer, hand in the complex architectual and statuesque construction of the altar: the still rather rigid and symmetrical shape of the scroll as opposed to that of Gries, but decisively mobile, full of draped figures and delightful details in the altar of the Saint Volfango church. However, even in Gries' scroll, Pacher is almost more realistic in his sculpture than in his painting. The angel musicians have a position, instruments, absolutely natural hands and many more innovative features than any other preceding work in the cultural field in which Pacher worked. One last question,therefore: is it still possible, as someone else has put foreward, to define an artist as " late Gothic"?. It is clear that this is part of Pacher's mystery and his attraction, few artists are able to make themselves admired in this way and at the same time evoke questions which make people want to study or as least watch him with increasing attention.

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