FRANCESCO DI GIORGIO
CENTURIES OF INCOMPREHENSIONS - SECOLI DI INCOMPRENSIONI

TESTO DI ROBERTO MARINI  >
 

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Francesco di Giorgio e Luciano Laurana

Conviene affrontare subito una questione abbastanza spinosa: la parte avuta da Francesco di Giorgio nel progetto e nella realizzazione del Palazzo Ducale di Urbino, che notoriamente viene ascritto a Luciano Laurana. L’attribuzione si basa sulla celebre “lettera patente” del 1468 con cui il conte Federico di Montefeltro elegge il maestro Luciano a ingegnere capo per la costruzione di “una habitatione bella, e degna, quanto si conviene alla conditione, e laudabil fama delli nostri progenitori, et anco alla condition nostra.” Luciano Laurana, figura misteriosa della cui formazione si danno solo ipotesi, a parte la sua frequentazione mantovana con Leon Battista Alberti, e le cui opere riconosciute, una volta tolte quelle date per probabili, per Federico fino al 1472; passò quindi a Napoli, alla corte di re Ferrante, in qualità di “mestre de artilleries” ossia direttore delle artiglierie. Chiunque abbia osservato la monumentalità dell’opera, e considerato l’enorme lavoro preparatorio di sterro e di fondazioni necessario allasistemazione del colle su cui sorge il palazzo, si chiederà come sia stato possibile completarlo nel giro di così pochi anni, anche ipotizzando che i lavori siano iniziati subito dopo il conferimento dell’incarico. Per correggere Vasari che, ricordiamo, ne attribuiva la paternità a Francesco di Giorgio, un grande critico come il Milanesi retrodatava l’inizio dell’opera al 1447, cioè quando “il nostro Francesco aveva 8 o 9 anni d’età.”
Notizia dimostrata poi falsa, ma che avrebbe dovuto comunque porre in dubbio l’autenticità della lettera d’incarico a Luciano Laurana: sono i problemi che nascono dalle indagini d’archivio. A qualcuno è successo anche di imbattersi in un documento contraffatto e prenderlo per buono perché portava un contributo alla causa (in questo caso, la glorificazione di Laurana), senza accorgersi che Giovanni Santi nella sua Cronaca celebrativa di Federico di Montefeltro non passava affatto sotto silenzio il contributo artistico di Francesco di Giorgio, ma qualche mano ignota aveva ricoperto con fogli nuovi e grafia e inchiostro diversi un paio dei fogli originali. Cose da servizi deviati: ma non perché esistesse un complotto di natura culturale contro Francesco di Giorgio, era solo meglio metterlo in ombra perché le eredi di Laurana avevano problemi a far valere degli imprecisati diritti concessi dal defunto Duca. Non sarà il caso, per determinare chi sia l’autore di un’opera, rivolgersi anche alle caratteristiche di stile, e alla materialità dei componenti costruttivi, ad esempio alla provenienza dei mattoni e alla loro datazione? Nel caso del Palazzo Ducale, l’intervento
di Francesco di Giorgio appare evidente nel luminoso cortile, per le soluzioni date all’incrocio del colonnato, per il respiro delle superfici, e in molti elementi come porte, finestre, cornici e capitelli sempre di misura perfetta e delicato disegno.
La storia della costruzione del palazzo registra inoltre il progresso nel corso degli onori del conte di Montefeltro asceso a duca nel 1474; la ricorrente sigla celebrativa passa da F C a F D, o FE DUX. In alcune parti dell’edificio è ancora visibile la prima sigla, ma nell’epigrafe che corre lungo gli architravi del cortile assume il valore di una datazione e dimostra che, essendo già partito per Napoli da un paio d’anni, Laurana non poteva aver partecipato alla realizzazione di quello che è considerato il centro focale del palazzo.
E il cortile d’onore di Urbino richiama così tanto il cortile del Palazzo Ducale di Gubbio realizzato tra il 1474 e il 1476 (stesse colonne con le stesse basi e gli stessi capitelli, identico il sesto delle arcate, uguali gli archivolti, i tondi e le trabeazioni) che qualcuno ha pensato di attribuirlo a Laurana, quando non esiste traccia di un suo passaggio a Gubbio, mentre tutti i contemporanei riconoscevano nel progetto e nelle soluzioni architettoniche la mano di Francesco di Giorgio.
Adolfo Venturi, attribuendolo al senese, così commentava:  “Il cortile del Palazzo di Gubbio è un’eco del cortile lauranesco d’Urbino; si ripeté su tre lati il porticato a colonne di ordine composito e nel piano superiore la serie di finestre separate da lesene; si ripeté la bellissima soluzione degli angoli e la serie dei tondi cavi tra arco e arco; il modello aveva affascinato gli occhi del senese.” Ma, escludendo il plagio palese che si avrebbe ipotizzando due autori diversi, e sarebbe l’unico caso in tutto il Rinascimento, è più verosimile che entrambi i cortili siano nati da disegni dell’architetto senese. Identico il committente, sempre Federico di Montefeltro: sembra in effetti che a Gubbio abbia voluto mettere alla prova l’artista cui voleva affidare il completamento del Palazzo Ducale di Urbino. E sicuramente Federico, il mecenate illuminato lodato nel Cortegiano da Baldassarre Castiglione, non era digiuno di architettura e doveva essere un giudice severo.

HP

 

 

Francesco di Giorgio and Luciano Laurana
It is better to immediately affront the difficult question regarding the part Francesco di Giorgio played in the plans and realisation of the Ducal Palace in Urbino, usually attributed to Luciano Laurana. This attribution is based on the famous “licence letter” of 1468 with which Count Federico of Montefeltro elected Master Luciano as the head engineer in the construction of a “beautiful building, and worthy of the condition and fame of our predecessors and also to ours.”
Luciano Laurana, a mysterious figure of whose origins there are only suppositions apart from his visits to Mantova with Leon Battista Alberti, and whose probable known works are limited to the Palace at Urbino and a few others, effectively worked for Federico up till 1472, then passing to Naples  and the court of King Ferrante as a “mestre di artilleries” or master of the artillery.
Observing this monumental piece of work and the enormous quantity of digging of foundations in preparation for the systemisation on the hills on which the palace rises, it is obvious to ask oneself how it was possible to complete in only a few years, even supposing that work began immediately after the commission.
To correct the error made by Vasari, who cited Francesco di Giorgio as its architect, a famous critic such as Milanesi re-dated the work to 1447, when “our Francesco
was 8 or 9 years old”.
This proved to be false and should have warnedthe reader of the authenticity of the letter commissioning Luciano Laurana. These are problems arising from investigation of the archives.
Someone even found a false document believing it to be true. It contained a contribution to the cause (in this case the glorification of Laurana). It was not understood that Giovanni Santi in his famous “Chronicle” by Federico di Montefeltro did not hide Francesco di Giorgio’s artistic contribution but someone had substituted the original sheets with new ones covered with writing in a different ink.
Things slightly altered, but not because there was a cultural plot against Francesco di Giorgio. It was better  to remain in the background as Laurana’s heirs had problems obtaining the imprecise rights conceded by the deceased Duke. In order to determine the architect of a work, is it not necessary to look for the characteristics of a style, the type of materials used in its construction or the origin and date of the bricks?

With regard to the Ducal Palace, Francesco di Giorgio’s intervention is obvious in the luminous courtyards, the interweaving of the columns, the feeling of open spaces as well as in many elements such as doors, windows, cornices and capitals all of which are perfect in shape and design.
The history of the construction of the palace also tells of the honours given by the count of Montefeltro who became duke in 1474.
His signature passed from FC to FD or FE DUX.
His original initials are still visible in some parts of the building. However, in the dated epigraph, which runs along the architrave in the courtyard they acquire value and show that, having already left for Naples two years previously, Laurana could not possibly have participated in the realisation of that which is considered the central area of the palace. This distinguished courtyard in Urbino, similar to that in the Ducal Palace in Gubbio, was constructed between 1475 and 1476, using the same columns, bases and capitals and an identical curved arch as well as vaults, pillars and trabeations, which were all attributed to Laurana even before signs of his transience in Gubbio existed.
However, all his contemporaries recognised the hand of Francesco di Giorgio in the project and the architectural solutions. Referring to the Senese artist, Adolfo Venturi
commented that “the courtyard of the Palace in Gubbio  is an echo of the Lauranian courtyard in Urbino. The arcade,  with its rows of composite columns, is repeated on three sides and, on the upper floor, pilasters divided a series of windows. There is a repetition of the beautiful solution of the corners and the series of round pillars

 between the arches. This type of model had fascinated the Senese people.” However, excluding the obvious plagiarism, which two different authors have suspected, and which would have been the only case in the whole of the Renaissance, it is probably more likely that both courtyards were the work of the Senese architect. The purchaser was the same, Federico di Montefeltro. It seems that at Gubbio he wanted to test the artist who was to finish the Ducal Palace in Urbino. It was certainly Federico, the famous patron named in “The Coutesan” by Baldassarre Castiglione, who was certainly not unfamiliar with architecture and was probably a severe critic.