Vittore Carpaccio 
Venezia, San Giorgio agli Schiavoni "Il ciclo della Scuola Dalmata"
(circa 1465 – 1526)
Testi di Roberto Marini - Foto di Bruno Balestrini


 

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The Baptism of the Selenites  (1502 or 1503) 

Saint George baptizes the king and princess of Selene,devoutly on their knees ,on the steps of what was probably a temple or the palace. Behind them stand the queen and a lady-in-waiting who holds the princess’s headdress, further back are the dignitaries with large turbans who wait their turn, whilst one of them, kneeling, has left his turban on one of the steps, almost stealing the limelight. The band of musicians arranged above the podium on the left is the same as that present in the episode of the killing of the dragon and this has been considered by some to be a sign of weariness, almost a “copying” by Carpaccio. The animals at the front of the steps are obvously symbolic: the parrot representing redention, the dog the chivalrous loyalty to Saint George. The architecture no longer uses the simple oriental elements but, apart from the towers which are similar to minarets, the scene recalls the architecture of inland Veneto.

 

 

 

 

 

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Il battesimo dei seleniti (1502 o 1503)

S. Giorgio battezza il re e la principessa di Selene devotamente inginocchiati sulla scalea di quello che potrebbe essere un tempio o forse la reggia. Alle loro spalle, in piedi, la regina e un’ancella che regge il copricapo della principessa; più dietro, dei dignitari con grandi turbanti attendono il loro turno, mentre uno di essi, inginocchiato, ha lasciato il proprio turbante su un gradino, quasi a rubare la scena. La banda di musicanti disposta sopra un podio a sinistra è quella già presente nell’episodio dell’uccisione del drago, e questo è stato considerato da qualcuno un “riporto”, un segno di stanchezza. Gli animali che appaiono ai piedi della scalinata sono ovviamente simbolici: il pappagallo indica redenzione, il cane allude alla fedeltà cavalleresca di Giorgio. L’architettura non riprende più elementi orientali ma, a parte le torri svettanti simili a minareti, richiama con precisione l’edilizia della terraferma veneta.

       

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