Vittore Carpaccio 
Venezia, San Giorgio agli Schiavoni "Il ciclo della Scuola Dalmata"
(circa 1465 – 1526)
Testi di Roberto Marini - Foto di Bruno Balestrini


 

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The Triumph of S. George (dated about 1504-1507)

The Saint allows himself to hold the dragon on a leash  (the princess's belt, according to the legend) as if it were a dog and is ready to kill it in front of the crowd which is dressed in oriental clothes and the multi- coloured procession led by the king and queen on horseback, with their daughter accompanying them on foot. A band of musicians with trumpets and drums adds a musical comment to the scene. In respect to the former painting, in this there is a predominance of decorative style, an exhibition of costumes enough to rival the canvasses of Gentile Bellini. The feeling of space is given by the reproduced architecture: the temple placed almost centrally which recall the Sainted Sepulchre and the Temple of Soloman in Jerusalem, whilst to the left of the picture appears an almost exact replica of the Sainted Spulchre Bell Tower, near to a perspective of houses which recalls the work of Piero della Francesca. Here too is a public crowd, on the galleries and terraces, assisting the scene.

 

 

 

 

 

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Il trionfo di S. Giorgio (databile circa 1504-1507)

Il Santo si permette di tenere il drago al guinzaglio (la cintura della principessa, vuole la leggenda) come se fosse un cagnolino, e sta per giustiziarlo di fronte a una folla in lussuosi abiti orientali e al variopinto corteo aperto dal re e dalla regina a cavallo, con la figlia che li accompagna a piedi. Una banda di suonatori con trombe e tamburo fornisce il commento musicale alla scena. Rispetto alla precedente, in quest’opera c’è un predominio di gusto decorativo, un’esibizione di costumi forse in rivalità con le tele di Gentile Bellini. L’unità spaziale è data dalle architetture riprodotte: il tempio posto in posizione quasi centrale ricorda il Santo Sepolcro e il Tempio di Salomone a Gerusalemme, mentre alla sinistra del quadro appare quasi alla lettera il campanile del Santo Sepolcro, vicino a una prospettiva di case che fa pensare a Piero della Francesca. Anche qui un folto pubblico, su spalti e terrazze, assiste alla scena.

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