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Bernini Gian Lorenzo
La Beata Ludovica Albertoni
Con
il trascorrere degli anni l'empito teatrale che aveva guidato la regia
di tante opere berniniane ed aveva avuto il suo vertice nella santa
Teresa e nella Cattedra di San Pietro, andò lentamente scemando e
l'artista, sempre all'apice della notorietà ma oramai staccato dai
fasti cortigiani, si ritrovò quasi inaspettatamente l'appassionata e
mobile sensibilità da scalpellino che gli aveva guidato la mano quando
sbozzava le favole ovidiane. Già nell'angelo che regge il cartiglio
della Passione, sul Ponte Sant'Angelo, il fatto puramente scultorico
aveva ripreso netta prevalenza sui motivi scenografici ed ora,
accingendosi quasi ottantenne a rievocare la morte di una giovinetta, il
Bernini riscopre il pathos delle Metamorfosi
e la delicata dolcezza della
Dafne.
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