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Rosso Medardo
Bimbo all'asilo dei poveri
All'Esposizione
Universale parigina del 1900 quest'opera fu esposta accanto ai dipinti
di Cézanne e lo scultore ne approfittava per tirare, con acuto senso
critico, una specie di consuntivo sulla propria opera, confrontandola
con l'arte del grande maestro (altra volta l'aveva fatto con
Michelangelo): si consolava di non aver sbagliato strada e rilevava con
la sottile ironia che traspare anche, lievemente, nelle sue sculture,
d'essere in buona compagnia nel discredito della cultura ufficiale.
L'affermazione rossiana, continuamente ripetuta, che è impossibile
racchiudere un'opera entro linee definite, allo stesso modo che è
impossibile porre dei limiti alla natura (sempre secondo la concezione
filosofica di un cosmo indefinibile), trova applicazione coerente in
questa immagine di bimbo avvolto in uno scialle di lana, in attesa che
gli passino un poco di cibo, all'ospizio: altra immagine estremamente
condensata, allusione balenante, sintesi mirabile di una condizione
umana e della pena che suscita.
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