L'equivoco
accademico-veristico del Dupré, per le innegabili doti di eleganza e
per le sottili suggestioni culturali che sapeva adombrare, finì per
condizionare la scultura, in Toscana, per molti decenni. Tale equivoco
s'ammantava volentieri di parvenze pietistiche; ma l'apparente semplicità
di linguaggio non riesce a mascherare la sostanziale mancanza di
ispirazione religiosa.