Thais - 1200 anni di scultura italiana - Scultura Moderna

Scultura moderna

Secolo XIX

Marble, height cm 175, 1816.
Marmo, h. cm 175. E' questa l'ultima versione (del 1816) di un tema mitologico (Ebe, coppiera degli dei e personificazione della giovinezza), più volte ripresa dal Canova.

Forlì, Pinacoteca Civica

HP

Canova Antonio    Ebe

Già in disegni del 1783-'85, il Canova studiava motivi di figure femminili in movimento; nel primo decennio del nuovo secolo dipinse tutta una serie di tempere in stile pompeiano che sviluppavano in ritmi molteplici lo stesso motivo, cui ritornava successivamente, in scultura, con varie danzatrici, da quella con le mani sui fianchi, ora a Leningrado (1806), a quella con il dito al mento, all'altra con i cembali (1808-'9); ma fin dal 1796 aveva modellato un'elegante, lieve immagine di Ebe (attualmente in Germania) che suscitò enormi entusiasmi tanto che lo scultore dovette replicarla più volte: nel 1801 per l'imperatrice Giuseppina (ora a Leningrado), nel 1814 per il Lord Cawdor (a Chatsworth), nel 1816 per Veronica Guerrini. è, questa ultima, la versione di Forlì, nella quale il Canova, come nell'esemplare inglese, oltre alle sottili varianti che continuamente apportava alle sue invenzioni, introdusse un elemento nuovo ed inatteso, la policromia a colori tenui e sfumati.

Canova Antonio    Hebe

Canova was already studying the theme of the female figure in motion in his drawings of 1783-85; in the first decade of the new century, he painted a series of tempera panels in the Pompeiian style, developing the same motif in multiple rhythms. He later returned to the idea in sculpture, carving a number of dancers, from the one with her hands on her hips (1806, now in Leningrad) to one with her finger to her chin, and still another with a tam­bourine (1808-'9). But from 1796 on he worked on an elegant, graceful Hebe that aroused such enthusiasm that the sculptor had to repeat it several times: in 1801 for the Empress Josephine (now in Leningrad), in 1814 for Lord Cawdor (now at Chatsworth), in 1816 for Veronica Guerrini. This is the Forlì version illustrated here; as in the English example, Canova introduced a new and unexpected element - a polychromy of delicately shaded colors.