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Martini Arturo
Morte di Saffo
Il ventennio fra le
due guerre vide la piena, trionfale fioritura dell'arte martiniana che
lentamente si impose anche negli ambienti ufficiali; mentre però
Martini, dando fondo alle sue inesauribili capacità di mestiere, portava
a compimento le logoranti commissioni pubbliche (rilievi per il Palazzo
di Giustizia, per l'Ospedale Maggiore, per l'Arengario, sempre a
Milano), forse proprio in polemica con i «monumenti», ideava opere di un
estremo vigore e di grande audacia d'invenzione; a questo tema patetico
della morte disperata della poetessa sugli scogli marini, lo scultore
lavorò assiduamente, in vari bozzetti e varianti, teso ad una assoluta
decantazione formale, fino all'estrema essenzialità di questo gruppo; un
corpo scabro, totalmente assimilato alle pietre che lo sorreggono.
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