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Manzł Giacomo
David
In questo processo di
macerazione e di autodisciplina Manzł superava automaticamente le
suggestioni della bella materia e della forma allettante (pericolo
sempre latente nella sua plastica, anche in quella pił recente, per la
primordiale sensualitą del suo temperamento e per la stupenda facilitą
e vitalitą del suo tocco). In un certo senso la sua scultura si
rifiutava alla statua, cioč alla retorica del gesto, per concentrarsi
nella meditazione pensosa, nell'attesa. Il David
č come un gomitolo di membra su se stesse, in attesa di un
tocco provvidenziale per dipanarsi nella luce, nell'aria (gloriosa o
dolorosa?). Lo scultore aveva gią modellato un piccolo David molto
simile a questo nel 1938, ancora pił chiuso e serrato nella modellazione
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