Scultura rinascimentale

Secolo XV

Description: Bronze, height about cm 40, detail of the tomb of Sisto IV, carved in 1493.
Descrizione: Bronzo, h.cm 40 circa. Particolare della tomba di Sisto VI, scolpita nel 1493.

Roma, San Pietro, Grotte Vaticane

HP

Pollajolo Antonio     La Dialettica

Fa parte, con le figurazioni delle altre Arti Liberali, della decorazione della base del sarcofago, che illustra con intenzioni di celebrazione umanistica le virtù e gli interessi culturali del Papa, secondo le intenzioni più ambiziose della mentalità umanistica, d'impronta più fiorentina che romana. Mentre infatti, a Roma, la mediazione con il mondo classico risente sempre delle pesantezze culturali della decadenza imperiale, nella Firenze dei Medici la riscoperta dell'antichità è già filtrata da una sensibilità decisamente critica ed anche sottilmente polemica. Tutto il monumento pollajolesco si anima in una avventante fioritura di rabeschi (l'animismo che vivifica e arrovella ogni materia, come in Verrocchio) e le figure, anche quelle riprese dall'iconografia classica, si snodano nervose ad assecondare quel flusso continuo di energie. Questo ossessivo moto pittorico del modellato brucia ogni scansione spaziale, che pur regola, in un tessuto prospettico calibratissimo, l'architettura della tomba.

Pollajolo Antonio     Dialectics

Together with the figures of the other Free Arts, this forms part of the decoration of the base of the sarcophagus,  showing an to the humanistic celebration of virtue and the cultural interests of the Pope, according to the more ambitious intentions of the humanistic mind, more Florentine than Roman.  However, in Rome, mediation with the classical world was continually influenced by the cultural weight of imperial decadence whilst in Florence the Medici family rediscovered antiquity and was filtered by a decisively critical and polemic sensitivity. All Pollajolo’s monuments are animated by a flourishing of arabesques (animism that lives and moves in every material such as the works by Verocchio) and the figures, even those represented by classical iconography, nervously unwind and descend in that continual flow of energy. This obsessively pictorial movement of the model burns all spatial scansion that regulates the architecture of the tomb in a calibrated perspective scheme.