Scultura rinascimentale     Secolo XV

Description: Marble, height cm 191. The statue is one in the series of Prophets carved between 1423 and 1425 for Giotto's Campanile.
Descrizione: Marmo, h.cm 191. Uno dei profeti eseguiti tra il 1423-1425 per il campanile di Giotto su commissione dell'Arte della Lana.

Firenze, Museo dell'Opera del Duomo

HP

Donatello   Geremia

Il «realismo integrale» di Donatello, che fonde i diversi valori storici, morali, sentimentali di un tema, nella più concreta rappresentazione di un personaggio o di un avvenimento rivissuti nella loro attualità, trova piena espressione nella serie di «Profeti» scolpiti nel corso di vari anni per il Campanile. Non più immagini rievocanti, ma personaggi antichi soltanto in sensi spirituale, per la dolorosa coscienza che li isola, uomini come gli altri, dal presente in cui vivono.
Una coerente impostazione di realismo umanistico regola tutta l'immagine del Profeta: come il rapporto tra corpo e panneggio non segue la norma dell'armonia classica, né le spezzate o melodiche sigle del dinamismo gotico, ma il libero corso di un atteggiamento naturale, così il volto non ha la terribilità emblematica dei caratteri medievali, né ricalca la tipologia dei ritratti romani, ma individua, in una sintesi di nobiltà psicologica e di verità fisionomica, una eterna condizione umana.

Donatello   Jeremiah

Donatello's "integral realism" merges the various historical, moral, and emotional values of a theme in a complete representation of a character, or an event as relived in actuality. He found full expression in the series of prophets carved for the Campanile (bell tower) over the course of several years. They are no longer images to summon up a mythical antiquity through the external recourse to classical iconography, but represent these ancient personages in the spiritual sense the sorrowing awareness that isolates them, men like all others, from the present in which they live. A coherent basis of humanistic realism governs the image of this prophet. The relation of the body to the drapery follows neither the rule of classical harmony, nor the broken and melodious abbreviations of the Gothic, but has the freedom of a natural attitude; likewise the face does not have the symbolic terribilità of medieval characters, nor does it imitate the characteristics of Roman portraits, but rather it individualizes, in a synthesis marked by psychological nobility and truth of feature, an eternal human condition.