Scultura rinascimentale

Secolo XV

Description: Painted wood, height cm 160. Last piece of sculpture by the artist who then dedicated his work to architecture.
Descrizione: Legno dipinto, h.cm 160. Quest'opera, del 1415 circa, conclude l'esperienza di scultore dell'artista che si dedicò poi all'architettura.

Firenze, Santa Maria Novella

HP

Brunelleschi Filippo       Crocifisso

E' questa la scultura che Brunelleschi avrebbe eseguito, secondo il noto racconto vasariano, per mostrare a Donatello come doveva essere scolpito un Cristo in croce, e che avrebbe fatto escalmare all'amico rivale: «a te è conceduto fare i Cristi, a me i contadin». Risponda o meno a verità l'aneddoto - ma ritengo certa la contemporaneità delle due sculture, in anni intorno al 1415 -, esso illustra comunque con limpida acutezza critica due fondamentali e dialettiche posizioni di poetica e di linguaggio «rinascimentali». Mentre Donatello piega le strutture ritmiche gotiche a far da supporto convenzionale di un nuovo verismo classico, Brunelleschi conduce il cànone di proporzionata bellezza naturalistica di tradizione latina, a esprimere un nuovo accordo di realtà e di idea. Egli recupera, genialmente, la lezione giottesca: il suo «Crocifisso» è infatti la traduzione rinascimentale di quello dipinto da Giotto, alla fine del Duecento, per la stessa chiesa di S. Maria Novella.

Brunelleschi Filippo       Crucifix
According to the well-known account by Vasari this is the sculpture that Brunelleschi created to show Donatello how to sculpt a Christ on the Cross and the one that made his rival and friend exclaim “You can sculpt the figure of Christ, I must sculpt farmers”. Whether or not this anecdote is true is questionable but it remains a fact that the two sculptures were both carved around 1415, illustrating, with a limpid and acute criticism, the two fundamental and dialectic positions of poetry and the “Renaissance” language. Whilst Donatello bends the rhythmic Gothic structure to bear the weight of a new true classicism, Brunelleschi applies the canons of a naturalistic, proportionate beauty following the Latin tradition expressed in a new agreement between reality and ideas and infact used the ideas of Giotto at the end of the 12th century for the same church of S. Maria Novella.