VILLA OLIVA - BUONVISI
San Pancrazio di Lucca
Tel /Fax 0583/ 406 462
Open every day to the public from the 15th of March to the 5th of November
During the closing period only for groups on reservation

Ludovico Buonvisis’s villa was built in about 1500 by the famous sculptor and architect Matteo Civitali: Each of the columns of the imposing portico in Matraia stone (sandstone with siliceous binder), is made from single block. This is among the very few Lucca villas to have porticoes on two flors and also features two centrally-positioned north-south running salons one above the other.
The Buonvisi family died out at the beginning of the nineteenth century and since then ownership of the villa has changed a number of times. From the Buonvisi family it passed to the Montecatini, to the Poniatowsky, (Prince Poniatowsky is buried in the chapel of the villa), to the Rosselmini Gualandi families, to Cardinal Maffi, to Piccolo Cottolengo, and to the Paolozzi family. The Oliva family bought the property from the Paolozzi family and carried out substantial rebuilding and repair work.
In the 17th century a Consistory, promoted by the owner, Cardinal Francesco Buonvisi was held in the villa, in the presence o Pope Alessandro VII Chigi Della Rovere and cardinals in office at the time. On the north side, as well as an amphitheatre of ilex trees, there is a “grottesco” with water effects, statues and marble vases. To the south of the villa the park extends on three levels, the central one having a cypress-tree avenue leading to the main gate, embellished with masked figures and mouldings. On the same level is the basin “of the waterfalls” with bas-reliefs and a number of terracotta statues. Nearby is an area known as the Coffee House with stone table, benches and ilex trees.
On the upper level there are a number of basins with gold-fish and fountains, an ilex-tree wood, a lemon-house providing winter housing for the potted lemon trees that adorn the avenues, a tennis court and numerous trees framing the extensive lawns. There is also an area of glass-houses for ornamental plants, flowers and vegetables. On the lawer level there is a riding-track (with pear-trees bordering the tracks) and a Hortus Conclusus. There is now also a stand of eucalyptus trees, and rows of hornbeam trees parallel to the main avenue. In the villa gardens there are also a number of quite rare plants such as Gingko Biloba, the camphor tree, Olea fragrans, felloia, cidrus triptera, cedar of Lebanon, calycanthus, ilex trees, pomegranates, crategus, fir-trees etc.
The mot notable of the fountains are those “of the mermaids” “of abundance” “of the water-falls” and the “grottesco” with its water-effects, in front of the portico. The three entrance gates also features interesting architectural effects and stone statues of dogs. As well as the ilex tree wood near the lemon-house there is another wood beyond the tennis court and a stand of fir-trees beyond the “grottesco”. The entire park is surronded by a wall and covers 5 hectares. The Buonvisi stables are of great artistic merit and linked to a strange legend.


La Villa di Lodovico di Buonvisi è stata costruita intorno al 1500 dal famoso scultore e architetto Matteo Civitali. Imponente risulta il loggiato in pietra di Matraia (Arenaria con legante siliceo) le cui colonne sono in blocco unico. E' tra le pochissime ville lucchesi col loggiato su due piani e ricorrente è la caratteristica dei due saloni sovrapposti nella parte centrale che vanno da sud a nord.
La famiglia Buonvisi si è estinta verso i primi del 1800 e successivamente la proprietà della villa è passata a diverse persone. Dai Buonvisi ai Montecatini, ai Poniatowsky (il principe Carlo Poniatowski è sepolto nella cappella della villa), ai Rosselmini Gualandi, al cardinale Maffi, al piccolo Cottolengo, ai Paolozzi. La famiglia Oliva acquistò la proprietà dei Paolozzi e fece importanti lavori di risanamento e ristrutturazione. La villa nel 1600 ha ospitato un Concistoro promosso dal proprietario Cardinal Francesco Buonvisi alla presenza del papa di allora Alessandro VII Chigi Della Rovere e dei cardinali dell'epoca. A nord, oltre all'anfiteatro di lecci, vi è un grottesco con scherzi d'acqua, statue e vasi in marmo.
Il parco a sud della villa si sviluppa su tre livelli di terreno, nel livello centrale vi è un viale di cipressi che porta al cancello principale, guarnito con mascheroni e modanature architettoniche. Allo stesso livello vi è la vasca detta delle cascatelle con bassorilievi e alcune statue in cotto. In vicinanza vi è una zona chiamata Coffee House con un tavolo in pietra, panchine e alberi di leccio. Al livello più alto si trovano alcune vasche con pesci rossi e zampilli, il boschetto di lecci, la limonaia dove d'inverno sono riposti i vasi di limone ad ornamento dei viali, il campo da tennis e numerosi alberi di cornice ai grandi prati.
Vi è anche una zona con serre in vetro per piante ornamentali, fiori e orto. Al livello più basso vi era un galoppatoio (contornato con alberi di pero per delimitare i percorsi) e un Hortus Conclusus. Attualmente vi è una piantagione di eucaliptus. Vi è poi una galleria di Carpini parallela al viale principale. Nel parco della villa vi sono molte piante abbastanza rare come la Gingo biloba, la Canfora, l'Olea fragrans, la Felloia, il Cidrus triptera, Cedri del Libano, Callicantus, Lecci, Melograni, Crategus, Abeti, ecc. Le fontane più importanti sono quelle della "sirena" "dell'abbondanza", e delle "cascatelle" e il grottesco di fronte al loggiato con scherzi d'acqua.
Anche tre cancelli di ingresso presentano piacevoli caratteristiche architettoniche e statue in pietra raffiguranti cani. Oltre al boschetto di lecci vicino alla limonaia, vi è un boschetto oltre il tennis e un'abetaia oltre il grottesco. Tutto il parco è contornato da un muro di cinta e misura circa 5 ettari. Di grande pregio artistico è anche la scuderia Buonvisi, legata ad una singolare leggende; la scommessa del Buonvisi col re di Francia Luigi XIV. Il Buonvisi sosteneva essere più bella la scuderia di San Pancrazio che una famosa sala della reggia di Versailles. Incuriosito il re inviò un suo ambasciatore per constatare la veridicità delle parole del Buonvisi. Quest'ultimo giunto sul posto trovò le pareti della scuderia interamente tappezzate di monete d'oro riportanti l'immagine del re Sole. Così l'ambasciatore, di fronte a tanto splendore d'oro e all'immagine del suo re, non poté che riconoscere che il Buonvisi aveva vinto la scommessa.