Storico Giardino Garzoni, Collodi (PT)
via Castello, 1 - 51014 Collodi (PT)
Marchesa Claudia Malaspina Gardi
tel: 0572-429590 - fax: 051-466343
The garden is open all year around, from 9 o’clock a.m. to one hour before the sunset. From 15th November to the 15th of March the garden is open, Saturday and Sunday and holiday and holiday eve.

Extraordinary example of the 1700 Tuscan taste and culture, is situated 50 km. from Florence and 20 km. from Lucca, along a very old road that was called either Cassia or Clodia. The Garzonis were a powerful family originally from Pescia, ghibeline family, who after the death of Castruccio was subject to confiscation of their properties, ban and exile. Having found refuge in Lucca, they were dominating the government, when the time came to build a villa, the ancient boundry between the Gran Duchy of Tuscany and the Republic of Lucca. The first certain news of the Castle dates back to 1633 and to the marquis Romano di Alessandro Garzoni who was probably the first architect of the Garden that in 1652 was already outlined in its present forms.
The imposing job took one hundred seventy years. We owe the last structure and the miraculous Palazzina diEstate to the genius and the capriciousness of Ottaviano Diodati. The Garden, which opens up like a marvelous theatre with water fantasies and large starry pools, has always been envied by princes and kings and can be compared not only to the great Italian gardens, but also to the great European gardens: Versailles, Fontainbleau, Saint-Claud, Postdam, Wichelmhohe, they all reflect the post-renaissance ideals, the ngorous geometrical structure melted into the green, the fresh grace of the flowers, the comic, epic and imaginary elements of statues, large masks and fountains.
The Castle of the hundred windows, of a fabulous and engrossed beauty expresses itself the best in its noble floors, in the room in which Napoleon stayed in, the imposing kitchen where Collodi, nephew of the factor of the Garzoni house imagined the story of Pinocchio.
In the sixteenth century the Garzoni garden consisted of a small area situated on the palazzo side, covering three ground levels. Realization of the garden, as distinct from the house, was accomplished in the seventeenth century and the first source of information about its actual setting is E Sbarra's poetical work "Le Pompe di Collodi" of 1652. This work celebrates the magnificence of the garden and describes the labyrinth, the steam bridge, the terracing and the wood divided into parallel paths, which still exist. In the eighteenth century the cascade, the green theater, the parterres and the two circular fountain basins at the entrance were added. From this time onward the garden did not undergo any substantial alteration.


Il Castello e il Giardino, straordinario esempio del gusto e della cultura toscana del '700, si trovano a 50 km. da Firenze ed a 20 da Lucca, su un'antichissima strada che in epoca romana si chiamò Cassia o Clodia.
I Garzoni erano una potente famiglia originaria di Pescia, di parte ghibellina, che dopo la morte di Castruccio aveva subito la confisca dei beni, il bando e l'esilio. Riparata a Lucca, dove era assurta alle più alte cariche dello stato, al momento di costruire una villa l'antico gusto della provocazione e della sfida l'aveva ricondotta a questo luogo, che era sull'antico confine fra il Granducato e la Repubblica di Lucca. Il Marchese Romano di Alessandro Garzoni, fu probabilmente il primo architetto del Giardino, nel 1652 già delineato nelle forme attuali. L'ultimo assetto ed il miracolo della Palazzina d'estate si devono al genio ed al capriccio di Ottaviano Diodati.
Il Giardino, che s'apre come uno stupendo teatro, con giochi e trionfi d'acqua e vasche grandi e stellate, ha suscitato l'invidia di principi e di re e può essere messo a fianco non solo dei grandi giardini italiani, ma dei grandi giardini europei: Versailles, Fontainbleau, Saint-Claud, Postdam, Wichelmhohe, con i quali esprime i grandi ideali post-rinascimentali, le rigorose strutture geometriche stemperate dal verde, dall'umida grazia dei fiori, dagli elementi comici, epici e fantastici di statue, mascheroni e fontane.
Il Castello, detto delle cento finestre, di una bellezza favolosa ed assorta, si offre nei piani nobili nella camera che si dice abbia ospitato Napoleone, nell'imponente cucina, nel quale Collodi, nipote del fattore di casa Garzoni, immaginò la storia di Pinocchio. Nel cinquecento il giardino Garzoni era costituito da una piccola area a fianco del palazzo, distribuita su tre livelli di terreno.
Nel seicento si ha la realizzazione del giardino vero e proprio, separato dall'edificio. Il primo documento che ci permette di conoscerne la sistemazione è l'opera poetica di F. Sbarra "Le pompe di Collodi" del 1552, che celebra la grandiosità del giardino e descrive il labirinto , il ponte sul torrente, i terrazzamenti e il bosco suddiviso in viali paralleli, che tuttora esistono. Nel settecento vengono realizzati il trionfo d'acqua, il teatro verde, i parterre e le due vasche circolari all'ingresso. Da questo momento in poi il giardino non subisce sostanziali mutamenti, a parte i molti passaggi di proprietà che generano un lento degrado.