Villa Marigola
Viale Biagini - San Terenzio Lerici (La Spezia)
Cassa di Risparmio della Spezia
tel: (Sig.ra Adele Marasi) 0187-773318 - fax: 0187-773595
Open every day on appointment only 9:30 - 12:30/ 15:30-19:00

Villa Marigola is the property of Cassa di Risparmio della Spezia. It stand up on the top of a promontory, covered by olm-oaks, that separates the Bay of Lerici from the Bay of Santerenzo, and from where you can enjoy the beautiful sight of the Golfo dei Poeti.
The beauty of the landscape is emphasized by the amenities of the Mediterranean nature and its scent. This is the reason why Villa Marigola, considered the typical villa at the seaside among the most beautiful Italian residences, has enchanted its many visitors and owners of the last two centuries.
In the second half of the XVIII century the Marqueses Ollandini, who wanted a summer residence, built the first building with a large terrace that faced the large garden of citrus-fruits, typical of the Ligurian flora, while all around the house olives and vines grew sloping down to the cliff. At that time, this kind of gardens with citron, orange, chinotto and lemon trees, were very appreciated by the travellers of the “grand tour” in Riviera.
The estate comprehended also the “white house”, with the open gallery by the seaside, last refuge of the great English poet Percy Bysshe Shelley, who lived here with his wife Mary Godwin in the summer of 1822 and here wrote the inspired verses:

“.... and the scent of winged flowers,
and the coolness of the hours
of dew, and sweet warmth left by day,
were scattered o’er the twinkling bay...”

During the XIX century the landscape-garden came into fashion and a large part of the land around the building was changed into a romantic park crossed by paths leadind to natural balconies and windows that are still frames to the sights of the Castle of Lerici, the Fortification of Santerenzo, the promontory of Portovenere and the isles.
The following owners, the Marqueses Alli Maccarani in 1836 and the English banker Reginald Jenkin Pearse in 1888, made of Villa Marigola an important international cultural centre, frequented by artistic and diplomatic personalities as the Empress “Federico” of Germany, first born of Queen Victoria of England and the Swiss painter Arnold Bocklin, the greatest exponent of the European Symbolism.
An area of the park was changed, in accordance to the themes of his painting “the sacred wood” and “the myth of Pan”, and was named “Bocklin garden” in his honour.
In the first years of the XX century, the Florentine dramatist Sem Benelli lived in Villa Marigola for a long time and wrote his most important work “La cena delle beffe”.
In 1926 the villa was bought by Giovanni Bibolini, shipowner of Lerici and senator of the Italian Kingdom and then the architect Franco Oliva realized the enlargement of the building according to the fashion of that time and changed the large garden of citrus-fruits into a garden Italian style with its geometrical design.
Nowadays the artistic and cultural tradition of Villa Marigola is still kept alive by Cassa di Risparmio della Spezia, that from 1979 is firmly engaged in its effort to emphasize and to preserve this architectural and natural jewel.


Villa Marigola, proprietà della Cassa di Risparmio della Spezia, si erge, seminascosta da un fitto bosco di lecci, sulla sommità di un breve promontorio che si protende nel mare a separare le due insenature di Lerici e di San Terenzo. Da lassù lo sguardo spazia a grand’angolo su una delle più belle vedute del Golfo dei Poeti.
La valenza paesaggistica è rafforzata dalla singolare bellezza del luogo stesso, alla quale concorrono la complessa orografia, il variegato manto vegetale, il profumo della macchia mediterranea esaltato dalla brezza marina.
Sono questi aspetti che conferiscono a Marigola, nell’ampio contesto delle più belle dimore italiane, la tipologia di “villa sul mare”, e che da più di due secoli ormai hanno attratto i proprietari che si sono succeduti, ospiti e visitatori.
Il primo edificio, il cui impianto originale è ben riconoscibile per l’armonioso profilo della struttura settecentesca, fu costruito nella seconda metà del secolo XVIII dai marchesi Ollandini come casa di villeggiatura e si affacciava sulla grande terrazza che accoglieva all’uso ligure il “giardino degli agrumi”. I giardini di cedri, aranci, chinotti, limoni erano la meraviglia dei viaggiatori del “Grand Tour” che percorrevano la Riviera. Tutto attorno il fondo agricolo scendeva con declivi coltivati a viti e olivi fino alla spiaggia e alla scogliera.
Il litorale di pertinenza della villa includeva allora la “casa bianca”, con il porticato lambito dalle onde, ultimo rifugio terreno del poeta inglese Percy Bysshe Shelly, che qui soggiornò con la moglie Mary Godwin nell’estate del 1822 e che trovò ispirazione per i versi:

“......and the scent of winged flowers,
and the coolness of the hours
of dew, and sweet warmth left by day,
were scattered o’er the twinkling bay...”

Nel corso dell’Ottocento con il diffondersi della moda dei giardini all’inglese, una vasta superficie dell’area verde di Marigola fu trasformata nel parco romantico, percorso da sentieri che si intersecano e terminano improvvisamente in balconi e finestre naturali aperte, con il voluto compiacimento dell’effetto a sorpresa, sul castello di Lerici, sulla bastia di San Terenzo, su Portovenere e le isole.
Sotto l’influenza dei nuovi proprietari, i marchesi Alli Maccarani nel 1836 e il banchiere inglese Reginald Jenkin Pearse nel 1888, la villa venne ad acquisire una nuova vocazione culturale e internazionale, certificata da presenze artistiche e diplomatiche: fra le più illustri l’imperatrice “Federico” di Germania, figlia primogenita della regina Vittoria d’Inghilterra, e il pittore svizzero Arnold Böcklin, massimo esponente del Simbolismo europeo.
Ne è preziosa testimonianza un’area del parco chiamata “giardino di Böcklin” ed ispirata dall’artista stesso alle tematiche poetiche della sua pittura: il “bosco sacro” e il “mito di Pan”. Nei primi anni del Novecento Marigola ospitò per lungo tempo il drammaturgo fiorentino Sem Benelli, che qui scrisse la sua opera più famosa “La cena delle beffe”. La fisionomia attuale della villa e del giardino risalgono al 1926, quando la proprietà fu acquistata dall’armatore lericino e senatore del Regno Giovanni Bibolini. L’architetto Franco Oliva, fondatore con Ettore Cozzani della rivista “L’Eroica”, realizzò il progetto di ampliamento dell’edificio e vi trasfuse le istanze culturali dei primi decenni del secolo. Contestualmente sulla grande terrazza al posto del secolare giardino d’agrumi furono tracciate le sinuose geometrie del parterre all’italiana.
L’eredità artistica e culturale di villa Marigola è stata raccolta dalla Cassa di Risparmio della Spezia, che dal 1979 è impegnata nella valorizzazione di questo gioiello architettonico e ambientale.