Villa Trissino Marzotto dates back a thousand
years but its garden, originally laid out in 15th. century and improved by
Muttoni in the 18th. century, was completed by Frigimelica and Dal Pozzo. There
are two villas on the property, one Trissino del ramo Baston (higher up) and
Trissino Reale which burnt down in 1700 and again after it had been rebuilt in
1841.
The park, which covers an area of 20 hectars, is divided into a formal Italian
garden with flower beds, terraces and pathways bounded by well-trimmed hedges.
Among the notable features of the park are wooded areas that alternate with
large open lawns. The trees, most of which are over 200 years old, sometime
singly sometime in groups create an impressive and harmonious back-drop to the
villas.
There are more than two hundred early 18th. century statues are by Orazio
Marinali, Giacomo Casetti or their respective schools. Villa Trissino del Ramo
Baston has an immense lawn surrounded by statues and arches. Just above there
are two magnificent spiral stone stairways to a riding track.
A avenue of cedar trees leads to a parterre designed by Muttoni and in front of
the remains of the second villa there is a beautiful double stairway leading to
a spectacular octaginal fountain surrounded by statues. One of the most
imaginative features of the Villa Trissino Marzotto are the many wrought-iron
gates, of which the main gate to the villa is attributed to Frigimelica. The
property was in serious decay when Count Giannino Marzotto took on the job of
restoring the villa with its magnificent garden and park.
Costruito attorno ad un rudere romano, le prime testimonianze sono del 1001. Sistemato a giardino nel 1400, ha una sua definizione nel 1700 per l'opera del Muttoni completata dal Frigimelica e dall'Arch. Dal Pozzo. Due ville del '700: quella superiore dei Trissino del ramo Baston e quella inferiore Trissino del ramo reale (distrutta da un incendio alla fine del '700, ricostruita in stile diverso e quindi reincendiatasi il 13 giugno 1841). Il parco di circa 20 ettari è suddiviso in zone di giardino all'italiana con siepi, aiuole, terrazze e percorsi arredati con elementi vegetali in forma obbligata. Il tutto è caratterizzato da aree boscose ed aperte di prato, con gruppi di alberi o soggetti isolati di grande effetto sul paesaggio e che collegano armoniosamente tra loro i giardini all'italiana che circondano gli edifici delle due ville. Gran parte degli alberi di grandi dimensioni ha un'età di oltre duecento anni. Le oltre 100 statue che decorano il giardino sono di Orazio Marinali - o della sua scuola - di Giacomo Cassetti ed aiuti e sono state realizzate nella prima metà del 1700. La villa superiore è caratterizzata da un ampio "prato verde" ornato da statue e cinto da portali e muri sopra ai quali si trova la "cavallerizza". Di là si scende al lungo viale dei cedri che si conclude col "parterre" del Muttoni. Davanti alla villa inferiore (casa bruciata) scende una bella doppia scalinata che conduce alla grande fontana d'acqua di ca. 1500 mc a forma ottagonale ornata da statue. Tra le più fantasiose invenzioni del settecento veneto sono i numerosi cancelli in ferro battuto presenti nel giardino, attribuito al Frigimelica il portale di ingresso alla villa inferiore. L'intera proprietà, abbandonata e disastrata, fu acquistata nel 1950 dal conte Giannino Marzotto che ha provveduto al consolidamento, al restauro ed abbellimento della villa superiore (ora abitata), delle pertinenze e del parco.