Palenque - Deep in the luxurious jungle of the region of Chiapas rises one of the main religious Maya centres of the classical period. In its most flourishing period from 100 to 900 A.D. the site extended over an area of about 35 square kilometres of which only one has been excavated. The legend narrates that H. Cortes was probably within 40 kilometres of the ruins without realising that they existed. Other expeditions followed without success. Finally, in 1837, when J.L.Stephens arrived in Palenque, his was the first real exploration that opened up the archaeological research. It is believed that ancient Palenque contained at least five hundred buildings but so far about ten have been brought to light.  A crypt containing the tomb of one of the kings, Pacal, was discovered in the Temple of inscriptions.

Chichen Itza - Without doubt this is one of the biggest and best conserved archaeological sites in Mexico. Most archaeologists believe that the city was first inhabited between the 6th and 10th centuries A.D. and the remaining buildings are in the Puuc style. Then from the 10th century it was inhabited by the Tolteci who united their culture to that of the Maya introducing the cult of Quetzalcoatl, the plumed snake. The most famous attraction is the oldest temple of El Castello. It is surprising to note that during the spring and autumn equinox the light and shadows form a series of triangles on the northern side of the steps resembling a snake slithering. On the 21st March the snake seems to be climbing the steps whilst on the 21st September it slithers down them. The illusion lasts about three hours.

Tulum - The ruins of Tulum are well preserved but are not of particular archaeological importance. They belong to the Tolteco period and represent the only example of a coastal fortified city. The Castello dominates the city, contrasting its profile with the crystal blue of the sea, the green of the palm trees and the white coral sands.

 

 

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Palenque . Immerso nella giungla lussureggiante della regione del Chiapas sorge uno dei principali centri religiosi maya del periodo classico Nel periodo di maggior fioritura – dal 100 al 900 d.C. il sito si estendeva per un aera di circa 35 chilometri quadrati di cui solo uno è stato portato alla luce. La leggenda narra che H. Cortes fosse arrivato a soli 40 km dalle rovine di Palenque senza accorgersi della loro esistenza.  Altre spedizioni si susseguirono senza successo. Quando finalmente nel 1837 J.L.Stephens raggiunse Palenque,  la sua fu la prima vera indagine che diede il via alla ricerca archeologica. Si pensa che siano almeno cinquecento gli edifici che compongono l’antica Palenque e di questi solo una decina sono stati riportati alla luce. Il Tempio delle inscrizioni dove all’interno è stata scoperta una cripta contenente la tomba di Pacal uno dei sovrani del luogo.

Chichen Itza . Senza dubbio uno dei più grandi e meglio conservati siti archeologici del Messico. La maggior parte degli archeologi ritiene che sia stata abitata una prima volta tra il VI e il X secolo dopo Cristo e i resti degli  edifici denotano lo stile Puuc; una seconda volta, dal X secolo in poi, dai Tolteci che unirono la loro cultura a quella dei Maya, introducendo il culto di Quetzalcoatl, il serpente piumato. La maggio attrazione del luogo è costituita da El Castello il temoio più antico: è sorprendete constatare durante gli equinozi di primavera e di autunno come la luce e l’ombra formano una serie di triangoli sul lato nord della scalinata, conferendo l’immagine di un serpente che striscia. Il 21 marzo il serpente sembra salire mentre sembra scendere il 21 settembre, questa illusione ottica dura circa tre ore.

Tulum . Le rovine di Tulum sono ben conservate ma non sono di particolare importanza archeologica per gli studiosi; appartengono al periodo tolteco e rappresentano l’unico esempio di città costiera fortificata. La costruzione del Castello domina tutta la cittadina e si staglia prepotentemente sul blu cristallino del mare, sul verde delle palme e sul bianco della sabbia corallina.

 

 

 

By Vitaliano Bissi

 

 

 
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