The Ruta Maya or the Street of the Maya is a project developed to encourage tourism and is of benefit to the Maya people and their land. The creator of this worthy project is the ex-director of the National Geographic magazine, Wilbur E. Garret. The governments of Mexico, Guatemala, Belize, Honduras and Salvador, the geographical area where the ancient Maya culture developed, have also adhered to this project.

Spectacular landscapes, tropical forests, long beaches, extensive archaeological sites, but also a metropolis with 20 million inhabitants that, despite chaotic traffic and an apparent disorder, conserve the fascination of the numerous pre-Colombian constructions, the splendid Murales of Diego Rivera and the beautiful Museum of Anthropology. Mexico City is the base for obligatory excursions in order to understand the history of these extraordinary people.

Guatemala, Belize and Mexico were the cradle of one of the oldest civilisations, that of the Maya. Whoever visits these countries wants to see the pyramids, temples, the enormous stele covered in inscriptions and the wide streets where they play football. The Maya culture, however, is not only a recall of the past. Throughout the country one is aware that the population is alive. They do not build pyramids or temples now but they are present in the life of every day. They are beside you when you go to a restaurant, ask for information, when you go to the market to shop and, after having seen the petroglyphs depicted on the faces of the ancient Mayas, it is surprising to note the similarity to the faces met during the day. There are today over 2 million descendants of the Maya race living in their ancient land. Enchanted places where the visit to an archaeological site represents a unique moment to emerge oneself in an ancient dimension far from our world and logic. These are places where children still play with a skipping rope and enjoy themselves by chasing an empty can as it rolls down the street, offering you a smile full of both joy and sadness, proud people who were once great and still possess the strength to show it despite all the difficulties.

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La Ruta Maya (la strada dei Maya) è un progetto nato per favorire il turismo a beneficio delle popolazioni Maya e della loro terra. L’ideatore di questo lodevole progetto è l’ex direttore del National Geographic, Wilbur E. Garret. A questo progetto hanno aderito i governi del Messico, Guatemala ,Belize ,Honduras e Salvador, tutta l’area geografica dove si sviluppò l’ antica cultura Maya. Paesaggi grandiosi, foreste tropicali, deserti, spiagge lunghissime, immensi siti archeologici. Ma anche metropoli con 20 milioni di abitanti che, nonostante il traffico caotico e l’apparente disordine, conservano il fascino delle innumerevoli costruzioni precolombiane, gli splendidi Murales di Diego Rivera e il bellissimo Museo di Antropologia. Città del Messico è la base di partenza obbligata di ogni percorso per poter comprendere la storia di questo straordinario popolo.

Guatemala, Belize e Messico furono la culla di una tra le più antiche civiltà, quella dei Maya. Chi giunge in questa terra vuole vedere le piramidi, i templi, le grandi stele ricoperte di iscrizioni e gli ampi stadi per il gioco della palla.  Ma la cultura Maya non è costituita solo da ricordi del passato. Attraversando tutto il paese  ci si rende conto di come questo popolo sia rimasto ancora vivo: ora non costruiscono più piramidi e templi, ma vi seguono nella vita di tutti i giorni. Sono al vostro fianco quando vi recate al ristorante, quando chiedete una informazione, quando al mercato acquistate della merce, e, dopo aver visto i petroglifi raffiguranti i volti degli antichi Maya, è sconcertante notarne la somiglianza con i volti incontrati durante la giornata.  Oggi sono ben 2 milioni i discendenti dei Maya che vivono sulla loro antica terra.Luoghi incantati, dove la visita di un sito archeologico rappresenta un momento unico per poter immergersi in una dimensione antica tanto lontana da noi e dalla nostra logica. Luoghi dove ancora i bambini giocano al salto della corda,  si divertono a correre dietro un barattolo vuoto che rotola giù per una strada in discesa, e ti regalano un sorriso che è un misto di gioia e tristezza nello stesso tempo: più di tutti i templi, le spiagge, le piramidi, i mercati, colpisce lo sguardo fiero  e orgoglioso di questo popolo che è stato grande e ha ancora la forza di dimostrarlo, nonostante tutte le difficoltà.
 

 

 

 

 

By Vitaliano Bissi

 

 

 
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