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F o t o   di   V i t a l i a n o   B i s s i


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Botswana

Il viaggio è un’ immersione totale nella natura, un contatto primordiale con gli animali e tutto ciò che li circonda. Dimenticate il mondo, siete soli, voi le guide e la natura selvaggia: cieli azzurri, aria tersa e leggera, gli unici rumori sono quelli vostri e della savana. Un viaggio in tenda all’interno dei parchi, in totale solitudine. Le iene, all’imbrunire si avvicinano al campo, in paziente attesa che tutto sia addormentato per poi addentrarsi attorno le tende ed annusare in cerca di cibo. Gli elefanti incuranti della presenza umana, attraversano il campo, a pochi metri dalle tende, che spesso ondeggiano al loro passaggio. Vicino il ruggito di un leone mette in fuga i babbuini dispettosi.

The journey is a complete immersion in nature, a primary contact with animals and everything that surrounds them. Forget about the world, you are alone, you the guides and the wildlife: blue skies, clear, light air, the only noises are the ones you and the savannah make. A journey sleeping in tents inside the parks, in total solitude. Le hyenas approach the camp at dusk, patiently waiting for everyone to fall asleep so they approach the tents in search of food. The elephants ignore the presence of humans and cross the field, a few yards from the tents, which often sway as they pass. Nearby the roar of a lion sets the cheeky baboons scuttling off into the distance.

 

 


 

La bellezza delle Victoria Falls è disarmante. Visitarle dal lato dello Zimbabwe non è meno esaltante che dalla parte opposta a Livingstone, in Zambia. Sono cascate tra le più spettacolari al mondo. Si trovano lungo il percorso del fiume Zambesi ed in questo punto determinano il confine fra i due stati. Durante la visita è facile inzupparsi d’acqua, il vapore, nebulizzato dal salto dell’acqua, è impressionante e spesso occlude la vista della parte opposta della cascata. E’ questo il motivo per cui le Cascate furono chiamate dai locali, Mosi o Tunya, "il fumo che tuona". La fortuna di esserci nei giorni di plenilunio permette di assistere all’arcobaleno lunare, fenomeno unico ed affascinante. Magico e spettrale al tempo stesso.

The beauty of Victoria Falls is captivating. Visiting them from the Zimbabwean side is no less exciting than from the other side at Livingstone in Zambia. These waterfalls are among the most spectacular in the world. They are located along the Zambezi Riverand at this point determine the boundary between the two states. During the visit it's easy to get soaking wet with water, the steam, misted as the water leaps up, often hides the impressive views of the opposite side of the waterfall. This is why the Falls were called by the locals, Mosi o Tunya "the smoke that thunders." The luck of being there during the full moon means being able to witness the moon rainbow, a most unique and fascinating phenomenon. Magical and ghostly at the same time.

 

 

 

 

 

 

 

 


l Parco  Nazionale del Chobe, si trova a Kasane in Botswana. E’ considerato il luogo di maggior concentrazione di elefanti di tutta l’Africa. A volte capita di incontrare branchi di ben 500 esemplari. La barca scorre silenziosa al tramonto lungo le rive del fiume e quasi increduli si assiste alla cerimonia di abbeveraggio ed attraversamento del fiume da parte di branchi di elefanti, ippopotami, zebre, kudu, impala, facoceri ed antilopi. I coccodrilli si mimetizzano fra la vegetazione ed attendono sornioni che la preda si avvicini. In lontananza alcuni gnu si attardano a raggiungere il branco, ora poco più avanti. Alcuni bufali si divertono a rincorrersi, quasi a giocare sotto il disco rosso del sole, che fa apparire le loro siluette nere al pari delle ombre serali.

The Chobe National Park is located in Kasane in Botswana. It is reputed to be the place with the greatest concentration of elephants in Africa. Sometimes you can even encounter herds of 500 examples. The boat slides silently at sunset along the banks of the river and it is incredulous to watch the watering ceremony and the crossing of the river by herds of elephants, hippos, zebras, kudu, impalas, warthogs and antelopes. The crocodiles are camouflaged by the vegetation and patiently wait for their prey to approach. In the distance are some gnus who lag behind the pack, just a bit ahead of them. Some buffalo have fun racing after each other, playing under the disc of red sun, which makes their silhouettes turn black in the evening shadows.

     

La regione di Savuti, all’interno del Chobe National Park, formata da piatte distese brulicanti di animali, dai colori violenti e panorami mozzafiato, vi avvolge con un grazioso benvenuto. La mattina, sarete svegliati dall’incessante rumore dei buceri, gli uccelli dallo sgargiante becco arancione, che reclamano anche loro una calda colazione. L’aria è decisamente fredda e radunati tutti attorno al fuoco potrete fantasticare su  quali e quanti animali potrete vedere. L’intera zona brulica di elefanti , branchi di bufali ed antilopi delle varie specie. Lentamente ci si  avvicina ad una pozza d’acqua dove un branco di almeno 20 leoni pigramente si crogiolano al tiepido sole. L’emozione è grande, soprattutto per il fatto che capita di osservare questi splendidi felini a non meno di 10 metri. L’incontro con due bellissimi esemplari di ghepardo, al riparo dal sole sotto un albero, fanno ricordare i tanti documentari girati proprio all’interno di questo parco. Verso il tardo pomeriggio, mentre le ombre si allungano sulla savana, si possono visitare le pitture rupestri, antiche di 4000 anni, raggiungibili con una brevissima arrampicata su una collinetta rocciosa, accessibile dalla pista principale. Al rientro, ormai al buio, le iene e gli sciacalli, apparsi dal nulla,  osservano incuriositi.

The region of Savuti, in the Chobe National Park, formed by flat plains teeming with animals, with violent colors and breathtaking views, envelopes you with a pleasant welcome. In the morning you will awake to the continual noise of hornbills, birds with a showy orange beak, who want to join in on a hot breakfast. The air is rather chilly and everyone gathered around the fire fantasizes about what and how many animals they can see. The whole area is teeming with elephants, herds of buffaloes and antelopes of various species. Slowly we approach a water hole where a flock of at least 20 lions lazily bask in the warm sun. The emotion is amazing, especially because these magnificent felines are less than 10 meters away. The encounter with two beautiful examples of cheetah, resting in the shade under a tree, remind us of the many documentaries shot inside this park. Towards late afternoon, while the shadows are lengthening on the savannah, you can visit the cave paintings, over  4,000 years old, which can be reached after a short climb up a rocky hill, accessible from the main track. As we return it is now dark and the jackals and hyenas appear from nowhere, watching us with a certain curiousity.

     

La Moremi Game reserve è l’unica parte del delta destinata ufficialmente a riserva faunistica. I boschi di molane e acacie fanno da contrasto alla savana arida. Una zona protetta fin dal 1965 per contenere le stragi della caccia di frodo, è forse la zona meglio conservata fra tutti i parchi della regione. Gli avvistamenti degli animali sono numerosi ed in paziente attesa in riva al fiume si può assistere alla cerimonia di abbeveramento di tanti animali: branchi numerosi di elefanti, rinoceronti giraffe, antilopi ed impala. Verso l’imbrunire non è raro ascoltare, con un leggero brivido, il ruggire di un vicino leone che si prepara alla caccia notturna. Illuminati dalle torce gli occhi delle iene appaiano come braci nella buia notte.

The Moremi Game Reserve is the only part of the delta officially destined to wildlife reserves. The molan and acacia woods create a contrast to the arid savannah. A protected area since 1965 to limit the carnage of poaching, this area is perhaps the best preserved of all the parks in the region. Animal sightings are endless and if you patiently wait by the river you can watch the watering ceremony of so many animals, many herds of elephants, rhinos, giraffes, antelopes and impalas. Towards dusk it's not uncommon to hear, with a slight shiver, the roar of a nearby lion who is preparing for his night’s hunting spree. Lit by the torches, the eyes of the hyenas appear like embers in the dark night.

 
   

Il delta dell’Okawango è la seconda più grande distesa idrica del pianeta.
Le sorgenti partono dall’Angola, che assieme ad altri numerosi affluenti formano il fiume Cubango. Esso, giunto in Namibia, prende il nome di Kawango, per poi diventare Okawango in Botswana. Alla fine della sua lenta corsa, dopo 1000 km, il fiume si esaurisce nel deserto del Kalahari senza mai giungere al mare.
Le sue acque, quasi pure, sono quasi immobili a causa del  basso dislivello e rendono questa zona ricca di vegetazione, il posto ideale per i tanti animali assetati: leoni, elefanti, licaoni, coccodrilli, ippopotami e molte specie di uccelli che popolano questa vasta area. Uno splendido tour in barca, consente di addentrarsi all’interno di stretti canali, orlati da papiri giganti, bambù, ninfee e fiori di loto.
Una sosta su una delle tante isole, 
 ricoperte di palme, salici, acacie, mopane e ficus, 
all’ombra delle palme mokolani, permette di osservare rinoceronti, bufali ed elefanti. Sulle  acacie sono appollaiate tante cicogne ed aironi. Il martin pescatore si diverte a tuffarsi a caccia di pesce e l’elegante aquila pescatrice, dall’alto, osserva in attesa della sua preda.

The Okawango delta is the second largest stretch of water on the planet. The sources depart from Angola, which along with numerous other tributaries form the Cubango river. It takes the name of Kawango as it arrives in Namibia, then become Okawango in Botswana. At the end of its slow course, after 1,000 km, the river gushes into the Kalahari Desertwithout ever reaching the sea. Its water, almost pure, are almost motionless due to the low gradient and hence make this area rich in vegetation, the ideal place for the many thirsty animals: lions, elephants, lycaons, crocodiles, hippos and many species of birds that inhabit this vast area. A wonderful boat tour allows you to sail the narrow channels lined with giant papyrus, bamboo, water lilies and lotus flowers. A stop at one of the many islands covered with palm trees, willows, acacias, figs and mopane, under the shade of the mokolan palms allows you to watch rhinos, buffaloes and elephants. Many storks and herons are quietly perched on the acacias. The kingfishers have fun diving for fish and the elegant eagle fish observes its prey from above.

     

Al Makgadikgadi Pans National Park, l’antico lago salino più vasto al mondo, ormai prosciugato, è facile incontrare nutriti branchi di zebre, accompagnati da gnu, orici, antilopi, coccodrilli e centinaia di fenicotteri. Il tempo si dilata all’interno del parco, tanti sono gli animali da vedere. Si attraversa l’adiacente Nxai Pan National Park. I paesaggi di questa regione sono qualcosa di assolutamente sconosciuto in tutto il resto del mondo. Queste enormi distese disorientano ed i miraggi tolgono il senso dello spazio e della direzione. Assistiamo a formazioni di laghi immaginari che improvvisamente luccicano in lontananza e le pietre si trasformano in montagne che sembrano galleggiare a mezz’ aria. Come per incanto, in lontananza, si avvista un gruppo di possenti baobab, che furono immortalati su tela dall’avventuriero Thomas Baines. Sono alberi  veramente impressionanti, per grandezza e forma. È uno dei luoghi forse meno visitati, ma sicuramente più insoliti di tutta la zona. Il nome del sito deriva da Thomas Baines, un esploratore del XIX secolo, che, giunto in questa area dell’Africa nel 1862, dipinse il gruppo di baobab. Le differenze rispetto al dipinto di quasi centocinquanta anni fa sono minime, a testimonianza della longevità di questi colossi vegetali e della lentezza della loro crescita.

At the Makgadikgadi Pans National Park, the largest but now dry old salt lake in the world, it's easy to meet herds of zebras, accompanied by gnus, oryx, antelopes, crocodiles and hundreds of flamingos. Time expands in the park as there are so many animals to be seen. You then cross the adjacent Nxai Pan National Park. The landscapes of this region are something totally unknown in the rest of the world. These enormous plains are disorientating and the mirages eradicate all sense of space and direction. We see the formation of imaginary lakes that suddenly shimmer in the distance and the stones transform into mountains that seem to float in the air. As if by magic, in the distance, we spot a group of huge baobabs, which were immortalized on canvas by the explorer Thomas Baines. The trees are truly impressive in size and shape. It is perhaps one of the least visited, but certainly most unusual locations in the entire area. The site takes its name from Thomas Baines, an explorer of the nineteenth century, who arrived in this area of Africa in 1862, and painted a group of baobabs. The differences compared to the painting of almost one hundred and fifty years ago are minimal, reflecting the longevity of these giant plants and the slowness of their growth.

   

Kubu Island, è una località situata ai limiti di una grande distesa salina. Questa tenue lingua di terra, ricoperta da rocce e baobab, in lontananza appare proprio come un’isola sollevata di circa 20 metri dalla salina circostante.  In realtà non è attorniata dall’ acqua, come verrebbe da pensare. Il posto è magico, protetto come un monumento nazionale. Questi giganti si sono salvati dalla desertificazione delle saline circostanti, e sembrano rendere partecipi della loro gioia abbracciando il visitatore con i possenti rami. Campeggiare  in mezzo a questi millenari baobab è una esperienza unica. L’energia è palpabile in questo posto magico. Passeggiando per la piccola isola, si possono ammirare da vicino questi particolari alberi che, soli in mezzo al nulla, da millenni assistono al lento scorrere del tempo. Prima del calar del sole,  con le auto ci si dirige verso la distesa di sale per ammirare il tramonto dalle saline verso i baobab, che alle prime luci della sera assumono un che di spettrale.

Kubu Island is a village situated on the boundary of a large saline plain. This tenuous strip of land, covered with rocks and baobabs, appears in the distance like an island raised by about 20 meters from the surrounding saline. In actual fact, it is not surrounded by water, as would appear. The place is magical and protected as a national monument. These giants were saved from the desertification of the surrounding salt marshes, and seem to share their joy by embracing the visitors with their strong branches. Camping in the midst of this millennial baobabs is a unique experience. The energy is palpable in this magical place. Walking around the small island, you can get a close up view of these particular trees, all alone in the middle of nothing, assisted for thousands of years by the slow passage of time. Before sunset, we head by car towards the expanse of salt to admire the sunset from the saline plains towards the baobabs, which take on a spectral appearance as dusk descends on them.

     

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