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TESTI RILEVATI DALLA CARTELLA STAMPA DEL

MUSEO NAZIONALE DELLA SCIENZA E DELLA TECNOLOGIA LEONARDO DA VINCI

 

 La Street Art è da considerarsi uno dei linguaggi creativi più impegnativi e una delle correnti artistiche più alternative, universali e vicine al mondo dei giovani.
I writers sono esponenti della cultura urbana che hanno già partecipato a numerose mostre sia nazionali che internazionali ed espongono le proprie tele in musei e importanti gallerie d'arte contemporanea.


Airone

"Riguardando le ultime cose che ho dipinto sono rimasto sorpreso, ma non stupito, dalla constatazione che l'elaborazione di un linguaggio espressivo sempre più personale mi abbia pian piano ricondotto a ciò che so fare con più naturalezza: l'utilizzo di parole e frasi, a volte dirette a volte ironiche e allusive, all'interno di composizioni creative di varia natura.

Ricordo quando, sui muri di Milano nei primi anni '90, usavo inserire aforismi in latino o proverbi in dialetto milanese nel contesto di classici pezzi da writer puro, suscitando una certa curiosità tanto negli altri artisti di strada quanto nel pubblico comune: cercavo sempre di mitigare la mia grafia da "scrittore urbano" ad una che anche il pubblico più vasto potesse comprendere con facilità.

Oggi, dicevo, mi sembra di aver recuperato almeno in parte quel processo comunicativo.
La forza delle parole appare ormai la sola in grado di opporre una pur debole barriera al sempre più rapido deteriorarsi dell'offerta di stimoli cognitivi, compressi in un circo visivo sostenuto e dopato dal marketing di creatività a tutti i livelli. Creatività a volte genuina ma resa spesso sterile da una forzosa ripetizione a fini di lucro che finisce per svuotarla di ogni residuo significato. Le parole invece continuano a dare fastidio, a creare dissidenza, a generare opinione pubblica indipendente".


Atomo

Davide Tinelli si dedica da diversi anni alla urban art, durante la sua attività ha ricevuto diversi riconoscimenti. Ha esposto in diverse occasioni in Italia e in Spagna.
Ha inoltre preso parte a diverse esposizioni collettive, tra le più significative: Street Art Sweet Art al PAC di Milano, la mostra Nuova Figurazione Italiana a Bollate e l'esposizione intitolata Scala Mercalli presso l'auditorium di Roma.
Ha inoltre recentemente preso parte al Meeting internazionale della cultura del Mediterraneo ad Algeri.


El Gato Chimney

El Gato Chimney nasce a Milano nel 1981, dove vive e lavora.
In contemporanea agli studi di grafica editoriale, inizia la sua carriera artistica da autodidatta, sviluppando un precoce interesse per i graffiti, che lo portano a produrre con successo nell'ambito della street art, che cita ancora fra le sue maggior influenze stilistiche, insieme alla cultura steampunk e al surrealismo.
Se ci si "immerge" nelle opere di El Gato Chimney, è difficile dimenticarsi del suo mondo, in cui spesso, campi ricoperti da una dolce glassa rosa lasciano spazio ad ambienti che ricordano luna park abbandonati grondanti di desolazione e ruggine - un mondo apparentemente disabitato dagli esseri umani, che fa da casa a teiere volanti e creature di metallo fluttuanti.
Attenzione però perché nelle sue opere nulla è come sembra e niente è lasciato al caso: obiettivo dell'artista è quello di rendere attivo il ruolo dell'osservatore, mettendolo di fronte ad un dipinto dai molteplici significati. Alla fine, numeri e simboli disseminati per il dipinto potranno forse offrire  la soluzione dell'enigma. Sicuramente invogliano a immergersi in ogni piccolo dettaglio di questi paesaggi onirici, pieni di colori brillanti e di creature incredibilmente vive, che stanno aspettando solo di raccontarvi la loro versione della storia.


Ericsone

"Spinto da una senzazione più che da una idea sensata", Maurizio Ricucci in arte Ericsone nasce a Milano nell'agosto del 1983.
Linee enormi ed espressioni al di là del grottesco sono ormai il suo marchio di fabbrica, corpi elastici incastrati in blocchi di lettere e lingue enormi attraversati da onomatopee tipiche dei Marvel comics, tinte ultra piatte sotterrano l'universo di sfumature che le gamme cromatiche.

"Prendete un'ambientazione cartoon e chiudetela dentro una scatola con personaggi che sembrano usciti da un Pulp movie di Quentin Tarantino, infine sbatteteci dentro una Hit come "Ring My Bell" di  Anita Ward, shekerate il tutto per bene e otterrete l'ingrediente XXX per accedere al mondo di Ericsone (colonna sonora inclusa)".

Nell'agosto 2009 collabora a un progetto di musica sperimentale con lo pseudonimo di BoogieVandal, tra produzioni artistiche e musicali riesce a fondere il funk all'illustrazione raggiungendo finalmente un buon punto di partenza per quella che sarà la sua futura evoluzione stilistica.


Flycat

Flycat, all'anagrafe Luca Massironi nasce a Milano nel 1970.
Incontra la cultura Hip Hop e l'arte Spray agli inizi degli anni '80, nello stesso periodo conosce  a Milano il maestro newyorkese "A-One" (noto esponente con Basquiat, Cutrone e Rammelzee dell'Avanguardia newyorkese'80, scomparso nel 2001), da cui apprende le fondamenta sulle quali egli svilupperà il suo stile pittorico. Flycat è riconosciuto come personaggio di spicco del panorama Hip Hop/Spray Art a livello internazionale.

Agli inizi degli anni '90 decide di dare un nome allo stile di pittura che andava sviluppando: Pzyco Futurizm, un richiamo dovuto anche ad una tradizione importante come il 'Futurismo' e la 'poesia visiva' di cui l'energia è ancora percepibile nella nostra città.
Pzyco Futurizm non è solo pittura, colore e forme ma è anche suono, poesia rap.
"Nel mio percorso ho avuto il piacere e l'onore di conoscere e imparare da coloro che consideravo e che considero tutt'ora i più grandi 'Maestri' di questo meraviglioso Movimento artistico/culturale, in un tempo dove si era ancor privi del Web e quando una stretta di mano racchiudeva ancora tutta una serie di valori.
Quest'arte è la mia vita senza la quale non esisterei ed è per questo che Le sono grato ogni giorno".


Gatto Nero

Alias Alessandro Gatti nato a Milano nel 1973.
"Una rete è un insieme di trasporti condutture e cavi che ci permette di fare arrivare le più svariate cose nel punto in cui servono. Mi rendo conto che il pianeta terra ha bisogno di un sacco di cose nei punti più svariati, e che non solo tutti questi oggetti devono arrivare in loco e in orario, ma che prima di arrivare deve partire una richiesta dal punto di necessità, e arrivare per tempo a destinazione. E mi rendo anche conto che costruire una rete ha un costo e che per questo chi la costruisce fa pagare un pedaggio che normalmente dovrebbe limitarsi al costo di costruzione e gestione della struttura. E mi rendo pure conto che la tendenza generale è quella di dare la gestione delle reti a società che garantiscono il perfetto funzionamento del meccanismo.
Ma purtroppo mi rendo conto che quasi sempre le cose non sono così semplici.
Il nostro pianeta è avvolto in un gomitolo così fitto e complesso da renderne impossibile la gestione.
Il risultato è un gigantesco e colloso strato appiccicoso che ricopre il pianeta in maniera quasi casuale che invece di distribuire le risorse le sparpaglia creando sprechi e perdite che lasciano sconfinate zone completamente a secco.
Come artista ho il compito di descrivere questo caotico sistema e so di non riuscire a vedere molti pezzi, sono vuoti e così li lascio nei miei quadri con bianco liscio e lucido che contrasta con il materico strato di realtà sul quale emerge la figura di una donna resa ancora più affascinante da questo suo essere vista solo in pezzi".


KayOne

KayOne, al secolo Marco Mantovani, è insieme un giocoliere, un artista e un mago, che nel suo laboratorio visivo mescola senza soluzione di continuità colle, terre sabbie, pigmenti, lacche, smalti, spray, vernici, e poi metalli, legno, tela, carta, secondo una ricetta che pare insieme antichissima e assolutamente nuova e originale, del tutto logica e coerente eppure ogni volta diversa dalle precedenti; una ricetta di manipolazione della materia e della forma che solo lui conosce e sa ogni volta magicamente riprodurre, e grazie alla quale manipola, mixa, impasta e trasforma il senso stesso e più profondo della forma.

Pittore insieme istintivo e controllatissimo, KayOne sa infatti costruire il quadro con uno strato misto di calore e insieme di freddezza: è il calore di una pittura che vive di un gesto veloce, immediato, vibrante, e di una materia corposa, stratificata, magmatica, quantomai viva e pulsante.
Attraverso un mix di studiato dinamismo e di calcolata gestualità, di calore e di freddezza, di calcolo quasi matematico e di fortissima emotività, da questo incrocio di straripante energia visiva e di perfetta tenuta dell'immagine finale, nasce l'originalità e la forza della pittura di KayOne


Leo

Leonardo Montemanni nasce ad Asmara in Eritrea l'8 giugno del 1971.
Nel 1988 l'incontro decisivo con il Graffiti o "Writing". Il graffitismo, appena sbarcato in Europa, rappresentava agli occhi dei primi pionieri, come Leonardo, una cultura affascinante e misteriosa. Leonardo utilizza quello che ha imparato per strutturare progetti sociali, culturali ed educativi in quartieri ad alto rischio della propria città e provincia.

Leonardo Montemanni ha un'impostazione stilistica figurativa che nel graffitismo muove i primi passi nella cosiddetta corrente "aerosol-art", l'utilizzo aerografico della bomboletta spray.
Il suo forte sono i puppets, i personaggi che animano le grandi composizioni murali dette "Hall of fame".
Assieme ai figurativi Leo porta avanti uno studio stilistico della lettera cimentandosi con le più svariate tecniche e spaziando dagli storici "trow-ups bubble style" fino ad arrivare a forme evolute di "wildstyle" e ai primi esperimenti di "3D" e iper-realismo in Italia.
I temi trattati da Leonardo sono prevalentemente i bambini, ritratti durante il sonno o in momenti di gioco, è il tentativo di ricercare un canale comunicativo, che attraverso la pittura crei un contatto diretto con una parte intima insita in ognuno di noi, il sogno come elemento di connessione tra razionale e spirituale.


Mambo

Elvis Pregnolato, in arte Mambo, nasce a Cles (TN) nel 1974 per poi trasferirsi pochi anni dopo sui colli della provincia bolognese dove vive con la madre, pittrice a sua volta, che lo incoraggia da subito a sviluppare il suo precoce talento artistico.
Gli elementi principali che contraddistinguono il percorso artistico di Mambo e ne determinano il fascino e l'unicità all'interno della scena street art italiana, si colgono nell'abilità e l'interesse nei confronti della continue decontestualizzazioni con uno stile peculiare, ironico e dissacrante, che coniuga Dada e Pop art.
Altra caratteristica è il gusto spiccato per la resa pittorica, alla ricerca di quella perfezione e cura per i minimi dettagli che risulta ben evidente in ciascuna delle sue opere, siano esse volte alla riproduzione realistica o all'astrazione.
Tutte queste caratteristiche vengono sovente poste al servizio del messaggio auto affermativo tipico dei writing, verso cui Mambo si pone in maniera inusuale, operando sorprendenti "ready made", che lasciano trapelare un'ombra di ironia, e dando vita a un gioco di rimandi in cui la figura, il lettering e l'oggetto ritrovato sono spesso inglobati l'uno all'altro, finendo per fondersi nell'acquisizione di un nuovo, potente, codice espressivo.


Max Gatto

Alias Massimiliano Gatti, nasce nel 1973 a Milano dove vive e lavora. Inizia la sua attività artistica lavorando nel campo dell'illustrazione e del fumetto. Negli anni, ha accostato all'attività di illustratore un lavoro di ricerca personale realizzando tele, sculture e installazioni con le quali ha partecipato ad innumerevoli esposizioni, tra le più significative e recenti: nel 2006 partecipa, realizzando una serie di wall painting, alla manifestazione My name is presso la Triennale Bovisa di Milano, nel 2007 prende parte alla mostra Street Art sweet art a cura di Alessandro Riva al PAC, Padiglione di Arte Contemporanea, di Milano e lo stesso anno partecipa alla tappa milanese del tour mondiale della Cowparade dello scultore svizzero Pascal Knapp.
Negli ultimi anni l'artista si è dedicato principalmente al wall painting realizzando lavori per l'università Bocconi di Milano, Mediaset e altri. Dopo aver conosciuto Raptuz entra a far parte della famosa TDK Crew di Milano con la quale organizza e partecipa ad iniziative quali L.A. Goldrush a Los Angeles.


Mr. Wany

Andrea Sergio nasce a Brindisi nel 1978.
La sua pittura nasce dall'esperienza metropolitana del writing, dalla passione-ex-professione del cartoon giapponese e delle ultime tecniche grafiche, dalla vulcanica personalità creativa.
Balza subito all'occhio l'originalità della sua ricerca e sperimentazione cromatica, utilizza modi e tecniche variegate, creando sintesi insospettabili e fluide, fra colature di colore, tags, pensieri scritti stilizzati o criptati, e disegni fantastici, surreali, onirici.
Inventa un mondo in cui vivono nuovi simboli e personaggi, un mondo enfatizzato, deformato, decostruito, in cui l'artista "scolla" dal supporto murale i suoi soggetti, trascinandoli sulla tela o trasformandoli in toys ed installazioni. E' così che giunge, dunque, a far "resuscitare" anche oggetti senza vita, frammenti di strada come materassi, frigoriferi, lavatrici, televisori, recuperandoli nelle discariche e facendoli diventare angeli, bambole felliniane, animaletti un po' teneri un po' cinici, richiami sensuali e sessuali.
Tutto viene eseguito con grande ironia, con il gioco dei pensieri che ridimensiona la realtà e sperimenta nuovi orizzonti; ed è così che la sua arte fluttua nell'universo dei più dinamici linguaggi contemporanei.


Raptuz

Raptuz all'anagrafe Luigi Muratore nasce nel 1968 nell'hinterland milanese, fin da piccolo viene a contatto con le realtà di una provincia disagiata e non propriamente "tranquilla".
Nel 1990 fonda con un gruppo di artisti la TDK Crew, che in breve tempo diventa un vero e proprio mito nell'ambiente del writing italiano. La Crew, conosciuta sia per gli innumerevoli lavori su commissione, sia e soprattutto per la sua "parte oscura", come l'artista ama definire l'attività "non proprio autorizzata" su treni e metropolitane, resta tutt'ora un punto di riferimento nello scenario italiano.

La pittura di Raptuz riflette un'esistenza sempre più sofferta, propria dell'epoca moderna, instaurando stretti rapporti con il linguaggio informale e con il cromatismo di Pollock.
L'informale non è tanto nel segno quanto nella materia che richiama la rugosità del muro grezzo, risolvendosi nel gesto forte e con colori che si accendono di una carica simbolica.
Elementi grafici, elementi figurativi, scritte quasi propagandistiche, segni, gesti, sfumature, sovrapposizioni e schizzature coesistono come elementi in diverso rapporto tra loro, parte di un mondo personale, infinitamente variabile interpretabile secondo infinite prospettive, pur nell'apparente continuità dell'impostazione di base.


Rendo

Renato Di Lorenzo, in arte Rendo,inizia la sua avventura nel mondo della cultura hip hop all'età di 15 anni, folgorato dall'energia della break dance e dei graffiti visti nel film Beat Street e nella mostra Arte di Frontiera.
Dopo aver praticato per quasi dieci anni la tradizionale attività di writer, Rendo intraprende un nuovo ciclo della sua formazione personale affacciandosi al mondo del design, da prima come studente, fino ad arrivare all'insegnamento. Quest'esperienza cambia inevitabilmente la sua originaria visione del mondo dei graffiti, innescando un lungo periodo di riflessione e ripensamento dei canoni estetici usati in passato, portandolo verso la scultura, prima delle lettere e in seguito di elementi astratti.
In qest'ultimo anno ha esplorato la potenzialità delle pittosculture che gli permettono di raffigurare in modo semi bidimensionale, e con una maggior libertà espressiva le sue strutture spaziali che a volte diventano complessi sistemi di narrazione.


Schiavon

Alessio Schiavon nasce a Madonna di Campiglio nel 1975.
La cultura DIY (Do it yourself) applicata agli studi di grafica tramutano adesivi e poster nel suo naturale mezzo di espressione creativa.
"Quando sono arrivato in città la cosa che più mi ha colpito furono i volti e le espressioni delle persone, segnati dalla vita nella metropoli ed in parte mascherati... tutti sembravano voler apparire per quello che non erano. Cominciai così a dipingere queste persone usando supporti presi in strada come cartoni, porte di armadi, pezzi di legno ecc..."

Nasce così il progetto di propaganda "Untho". La parola "Untho" nasce dall'insieme di queste idee e serve a definire i primi lavori di Alessio. Untho è difatti un falso acronimo delle parole: UrbaN TrasH Optimized.
La parola "Urban" rappresenta la città in quanto il soggetto principale dei lavori di Alessio sono proprio le persone che la vivono.
"Trash" ovvero spazzatura si riferisce agli elementi che prende dalla stada. "Optimized" si riferisce invece alle foto dei quadri preparate per essere pubblicate nel suo sito, untho.net, ottimizzate.
Iniziò così a semplificare le linee dei suoi lavori fino ad ottenere la sagoma di Untho, unendola poi a un messaggio: "Untho is never tired".
E' un messaggio chiaro, provocatorio, che esprime la tensione che Alessio vede nei volti della gente. Inizia a stampare poster e adesivi in casa per poi attacarli in strada. Nel frattempo viaggia per fare snowboard (dieci anni da professionista, tutt'ora supportato da alcune delle più importanti aziende sul mercato)) ed in ogni posto visitato lascia un poster/adesivo Untho.
Ad oggi Untho non è soltanto un progetto artistico ma anche una linea di abbigliamento dove chi acquista una t-shirt, diventa portabandiera di un messaggio: Untho is Never Tired.


Sea Creative

Fabrizio Sarti in arte Sea nasce a Varese nel 1977.
Nel 2000 decide di riversare tutte le esperienze maturate in strada su supporti più tradizionali quali tele, tavole in legno e abbigliamento, dando così inconsapevolmente inizio al progetto SeaCreative. All'interno di questa nuova dimensione artistica Sea dà sempre più spazio allo studio dei suoi personaggi, che pian piano diventano i protagonisti indiscussi dei suoi lavori.

Sea ritrae quasi sempre personaggi che affiorano nella sua mente, frutto di input metropolitani che può dare una città come Milano, ma visti e rivisitati in chiave fumettistica.
Sono personaggi vagamente goffi e decadenti, immortalati per sempre sulla tela nel momento del loro incontro con la mente di Seacreative; figure che emergono da grandi fondi piatti con vistose colature di colore e che molto spesso mantengono il bianco della tela;uomini per sempre sul punto di dire qualcosa, con l'atteggiamento un po' spavaldo e sbruffone di chi incontrandoti ti dice: "what's up dude?".
Il lavoro di SeaCreative risponde fondamentalmente all'urgenza irrinunciabile di dipingere.
Non c'è superfice, materiale o spazio che non può essere saturato con i suoi personaggi dall'aria distaccata. Facce ghignanti che ricordano a chi passa che tutto lo spazio che non riempiamo con l'arte è inevitabilmente regalato al nulla.


Senso

Alessandra Odoni in arte Senso nasce a Bergamo nel 1977.
"Fare street art è soprattutto un tipo di approccio, è la cultura del lavorare "fuori", spesso lontano dai classici fogli, quadri, supporti che fanno "cornici" ben definite sia fisiche che concettuali. La strada non ha cornici, e se le ha sono momenti di uno sguardo che passa distratto e incostante come l'umore. Il fuori è un qualcosa di "vivo", è un organismo che si modifica in ogni istante a prescindere che io decida di intervenirci sopra o meno, è una vita che non si ferma al contrario di un quadro quando l'opera è finita, ma continua a migrare e ad evolversi. Cerco un dialogo con gli spazi, dilato la cornice per farla svanire, prediligo i luoghi abbandonati perché lì è l'ambiente e lo scorrere del tempo a far da padrone e non la città con le sue pareti verticali più o meno belle, più o meno decorative. Più che un artista mi sento un archeologo o chirurgo che disseziona cadaveri (in questo caso tessuti urbani) uso un linguaggio surreale, illustrativo e fumettistico per raccontare la fanta-realtà in cui vivo".
Ritratti collettivi immaginari, Eco insostenibile e Slow Connection sono i tre lavori presentati per la mostra al museo. Ho utilizzato un misto di tecniche artigianali e digitali, così come i supporti, (carta cartone legno e pellicola pvc). In questo caso ho approfondito in chiave simbolica la realizzazione di alcuni nodi. Tutti e tre i lavori, riprendono la mia passione per i libri tecnici, gli schemi e le illustrazioni mediche e scientifiche. Il mio sguardo su tutto ciò è da profana, osservo queste illustrazioni in maniera molto disincantata, ciò nonostante le reputo molto poetiche e ricche di spunti interpretativi.


Tawa

Nato a Milano nel 1973, dove vive e lavora.
L'artista si avvicina all'Aerosol Art a partire dal 1990, iniziando il suo percorso artistico con pratiche di writing quotidiane, dipingendo lettere su carrozze di treni e muri con il suo stile originale e innovativo: l'Anatomic Style.
Il nome di questo stile prende vita dall'intrecciarsi di ossa e parti organiche che vanno a creare lettere disposte in forma simmetrica.

Così viene conosciuto nel panorama artistico italiano e non. Dalla metà degli anni '90 partecipa a varie convention e nel contempo svolge diversi lavori su commissione per IBM, Perugina, Timberland e altri. Nel 1999 e nel 2001 viene invitato a esporre i propri quadri all'Airbrush di Milano e da quel momento inizia a dipingere intensamente su tela.


Vire

Raffaele Collu, classe 1976, vive e lavora a Milano.
Inizia la propria carriera artistica come writer, dipingendo lettere e dinamiche sulle più svariate superfici della propria città.
Da qui l'interesse per la materia e per i segni. Un periodo di completo isolamento lo porta a sviluppare un interesse per la natura, che diventa il focus della poetica dell'artista.

Il punto di partenza è un gesto pittorico molto forte che rimanda alla calligrafia estremo-orientale. Segue una lavorazione stratificata, una serie di "pulizie", tesa a definire particolari e nel contempo a lasciare trapelare parte del lavoro iniziale ricominciando con un segno semplice, veloce e colorazioni slavate.
Le ultime produzioni dell'artista presentano nella parte inferiore zone d'ombra sempre più marcate, una sorta di anima da cui nasce la composizione e in netto contrasto con quest'ultima. Fondamentale l'influenza dell'estetica tradizionale orientale e della teoria dei colori di J.W. Goethe.


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