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TATEV
/ sec. VI - XVIII
Si
tratta del più famoso complesso monastico della regione meridionale,
sito tra le montagne dello Zang(h)ezur, ad una trentina di chilometri da
Gorìs. È posto su di un'ansa dell'altipiano, sui margini del profondo
solco scavato dal torrente Vorotan.
La storia del convento è legata strettamente a quella del territorio:
Tatev è stato infatti non solo centro religioso, ma anche fulcro della
vita amministrativa, politica, economica e soprattutto culturale della
regione.
Nella seconda metà dell'VIII secolo, il monastero divenne la sede
arcivescovile di tutto il Syounik. Sullo scorcio del IX secolo fu eretta
la chiesa maggiore dedicata ai S.S. Pietro e Paolo, probabilmente su di
un precedente edificio del VI. Si tratta di una vasta sala cupolata,
esternamente coperta ad ombrello, con due pilastri isolati sul lato
orientale che reggono la calotta: nell'abside è presente una specie di
syntronon. Ancora assai notevoli sono i due amboni e la transenna in
basalto nero che sbarrava la chiesa a circa metà. Questa insolita
disposizione dell'interno è dovuta forse alle speciali funzioni anche
di tipo didattico assunte dall'organismo. In epoca posteriore la chiesa
venne intonacata ed in parte affrescata. II portico-campanile anteriore
è assai tardo (XVIII secolo) e sostituisce un piccolo gavit. Sul fianco
meridionale si trova addossata una chiesa minore dedicata a S. Gregorio
l’Illuminatore, pure del IX secolo, preceduto dai resti di una più
antica aula che sembra risalire al VI o addirittura al V secolo.
Ad ovest di S. Gregorio vi era un grande gavit, ora distrutto. Nel
cortile, verso mezzogiorno, delimitato dalle abitazioni monastiche, è
posta una famosa colonna-monumento, con sovrapposta una croce di pietra,
che è detta la « colonna oscillante », avendo, secondo la tradizione,
la caratteristica di poter essere messa in vibrazione. Sul lato
nord-ovest, a fianco dell'ingresso principale e sopra un secondo
passaggio secondario è posta la cappella della Madonna (1807). II
complesso, già danneggiato da un terremoto nel XII secolo e poi
ripristinato e continuamente ingrandito, è stato notevolmente rovinato
dal sisma del 1931.
A fianco del monastero si trovano alcuni edifici adibiti ad uso
agricolo, per la lavorazione dei prodotti, quali un frantoio ed un
mulino. Nel fondo valle, a non molta distanza, si trova il cosiddetto
anabad (o eremo), anch'esso sede di studi e centro di cultura, con vari
ambienti ed una chiesa di tipo basilicale con un piccolo
cupolino-lanterna.
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