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HAGHARDZIN / sec. XI
- XIII
Il convento che sorge ad una ventina di chilometri dalla città di
Dilidjian, prende il nome dal torrente che solca la stretta valle, dalla
lussureggiante vegetazione boschiva (carpini e querce), caratteristica
della zona nord del paese, al di sopra del bacino di Sevan.
II complesso, in uno splendido isolamento e con un contesto naturale
perfettamente integro, è costituito da tre chiese, del tipo a sala
cupolata, di diverse dimensioni e disposte molto ravvicinate,
determinando un movimentato gioco di volumi. L'edificio più antico è
la chiesa di S. Gregorio (X o XII secolo) preceduto da un vasto gavit,
aggiunto alla fine del XII secolo dai principi Ivan e Zarkar Zacarian.
Assai notevoli, nella loro rozza espressività i rilievi figurativi
sulle quattro porzioni d'angolo delle coperture. Alla chiesa è saldata,
sul lato nord, una piccola cappella (detta la cattedrale), con l'abside
(celata in spessore di muro) perfettamente allineata con quella di S.
Gregorio.
Verso nord è posta la più grande chiesa di S. Maria (S. Asdvadzadzin)
il cui impianto risale al 1071, ma che venne ricostruita nel 1281. Era
preceduta da un ampio gavit, di cui non restano ora che parte della
muratura sui lati nord-ovest. All'interno si conserva un significativo
rilievo raffigurante la Madonna col Bambino tra due angeli. A fianco
dell'ingresso laterale è posto un magnifico khatchkar.
Verso est si trova la chiesa di S. Stefano (XII-XIII secolo), un tempo
unito da un portichetto su colonne pensili alla parte absidale della
Cattedrale. L'interno è particolarmente notevole per la raffinata
modulazione delle membrature e delle modanature angolari.
Alquanto staccato, sul lato opposto, verso la strada d'ingresso, è
posto il lungo edificio del refettorio, costruito dall'architetto Minas
nel 1248, che costituisce un po' il prototipo per analoghe
realizzazioni; si veda il prossimo esempio di Hakhpat. Si tratta di una
vasta sala formata dall'accostamento di due vani quadrati coperti da
quattro arconi incrociati, con al centro un lanternino.
Verso la cucina, ora distrutta, si nota una curiosa smussatura dello
spigolo esterno, con un ripetuto motivo decrescente di stalattiti.
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