ABBAZIA DI SANTA CROCE DEI CONTI  (Sassoferrato – prov. Ancona)

 

L’abbazia di S. Croce dei Conti a Sassoferrato (ora di proprietà della congregazione Camaldolese, sorge sul versante opposto dell’abitato di Sassoferrato, vicino alla confluenza dei torrenti Sanguirone e Morena nel fiume Sentino. Scarsa è la documentazione relativa alle origini di questo monastero, il cui antico nome era “Sancta Croce Comitum de Tripudio”. La fondazione di questo istituto monastico si suole attibuirla al volere del conte Atto e viene fatta risalire alla seconda metà del XII secolo “tra il 1150 e il 1204” (questa data ultima è legibile in un’iscrizione graffita presso l’ingresso della chiesa)”. Ingenti lavori di ampliamento e ristrutturazione hanno ormai inglobato quasi totalmente i perimetrali della chiesa (il complesso è tutt’ora soggetto a restauri e chiuso al pubblico). Secondo gli studiosi la chiesa doveva avere una copertura con tetto a doppio spiovente e tiburio ottagonale all’incrocio tra le absidi aperte sui muri longitudinali delle navatelle minori (come la chiesa di S. Vittore a Genga). Solo recenti restauri hanno messo in luce i resti di questo tiburio ottagonale. Anche le misure in pianta sono molto simili a quelle del S. Vittore di Genga, 15 metri circa per lato; sempre gli studiosi attribuiscono la seconda abside aggettante sul lato sud a una ricostruzione successiva dell’impianto originario, così come non sono originali di epoca romanica i due ambienti quadrangolari posti ai lati dell’odierno portale d’ingresso. Il vano posto sul lato nord è costruito su una struttura semicircolare, probabilmente attribuibile alla prima edificazione, ora visibile solo come fondamenta del vano quadrato: forse fondamenta di una torre circolare come a Genga e a S. Claudio in Chienti. Si accede all'interno della chiesa attraverso un atrio voltato nel quale si apre un portale inquadrato in alto da un archivolto a pieno centro su mensole decorate con figure d’animali e ornati vegetali. La decorazione di questo archivolto si svolge su tre cornici, di cui quella esterna scolpita con motivi geometrici e le due interne con motivi fitomorfi e zoomorfi, che inquadrano una lunetta affrescata.

La pietra di partenza della cornice più esterna presenta su entrambi i lati un motivo quasi identico: si tratta di una fiera, forse un leone, con le zanne molto evidenziate. Le decorazioni delle cornici hanno traccia di colore ocra e rosso. Parti di cornice marmorea a motivi vegetali e ovoli di probabile provenienza romana, visto la vicinanza al luogo della famosa battaglia sul Sentino, sono state posizionate sul lato meridionale dell’atrio che immette al portale della chiesa.

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