Campanile (vedi foto
campanile)
Il campanile, possente torre quadrata del XII secolo, per la
composizione in pietre calcaree chiare appena sbozzate e di diversa
misura, inserite per livelli orizzontali in spessa malta, presenta
strutture murarie similari, in tutti e quattro i lati, alle
strutture edilizie dei muri perimetrali della chiesa. Fanno
eccezione i contrafforti angolari inseriti a partire dall’altezza di
4-5 metri circa dal livello del terreno, larghi un metro circa, e la
lesena centrale raccordata con coppie di archetti pensili compositi
in pietra per i primi due livelli dell’alzato (da notare che la
seconda cornice di archetti binati è posta a un’altezza quasi
triplice rispetto alla cornice bassa), e, nel terzo settore in alto,
da una lesena più stretta (visibile solo sui lati est e nord),
raccordata da tre archetti in laterizio per parte (nel lato
occidentale, sotto la trifora della cella campanaria è ora inserito
un orologio, così come nel lato sud si conserva allo stesso livello
una pesante intonacatura cementizia). Il lato nord della torre,
nella parte bassa, è integrato nella planimetria della navatella
(internamente alla chiesa, sul perimetrale della navatella sud, è
visibile l’aggetto della base del campanile). Verso lo spigolo basso
di sud-ovest è murato un grosso blocco squadrato di calcare,
probabilmente di reimpiego e recuperato da edifici d’epoca romana,
che presenta a rimarcare i bordi, una leggera modanatura scolpita, e
poco sopra è posto quel che doveva essere un monolite con i resti di
due archetti. Solo nel fianco occidentale della cella campanaria, è
posta una trifora modanata con archi compositi in pietra appoggiati
a due colonnine monolitiche, sormontate da semplici capitelli a
gruccia, mentre gli altri lati sono aperti con bifore ad archetti
modanati in laterizio e una colonna singola con capitelli a gruccia
privi di decorazione. La parte sommitale della torre è squadrata,
con basso tetto a quattro spioventi. Oltre alle aperture della cella
campanaria, su ogni lato della torre sono inserite delle strette
finestrelle a feritoia, inserite su più livelli. In generale
rimangono ancora ben conservati i tratti costruttivi caratteristici
dell’epoca romanica, anche se in parte alterati, soprattutto nella
composizione muraria delle sezioni centrali del verso meridionale,
che si presenta con integrazioni sparse, anche consistenti, in cotto
rosso. Anche l’ultima sezione, composta dalla cella campanaria e
dalla sezione terminale quadrata della torre, ha le murature che
ripetono le diversità dei materiali in opera presenti nella zona
terminale del lato ovest. La terminazione della torre sopra le
finestre, è quadrata con le murature che denunciano interventi di
ripristino.
Chiostro (vedi foto
chiostro)
Il chiostro, inserito sul tratto più a est del longitudinale
meridionale della chiesa, viene datato al XII secolo. Rimangono tre
dei quattro lati colonnati, strutturalmente diversi l’uno
dall’altro; manca del tutto il braccio occidentale, sostituito da
una recinzione di epoca recente. Di questi tre bracci, quello più
breve a nord e quello a est (vedi foto
chiostro lato est), sono coperti da un
tetto a un solo spiovente in coppi e grosse tegole di pietra. Le
colonnine a sostegno delle arcate del chiostro poggiano su un
muretto continuo, di altezza differente. Sul basamento della
galleria est, verso l’area absidale, si nota un’incisione quadrata
che parrebbe quasi lo schema di un gioco (il gioco della triglia?),
oppure una riproduzione della planimetria del chiostro stesso, se
non la raffigurazione di un labirinto, o ancora, un motivo simile a
quello dipinto in prossimità del catino absidale occidentale. Le
murature, nelle parti basse, presentano un allestimento edilizio
comparabile con le strutture murarie del campanile e della chiesa;
solo le parti sovrastanti gli archi presentano un più accurato
trattamento dei blocchi di pietra, che presentano una lavorazione di
squadratura e finitura. Solo nel lato sud del quadrilatero
l’apparato murario si fa più confuso, con consistenti inserti di
epoca romana, tra i quali si conservano parti con incisione di
lettere latine. Gli archi a tutto sesto, su colonnine e pilastrini,
sono generalmente composti da due conci ben lavorati. In discreto
stato di conservazione sono le decorazioni che ornano i capitelli
delle colonnine, sui quali compaiono varie tipologie ornamentali
attinenti al repertorio in uso nei bestiari e nei florarii
fantastico-religiosi d’epoca medievale. Solo agli inizi del XIX
secolo, gli edifici originariamente adibiti al clero venivano in
parte distrutti o inglobati nell’attuale canonica. Il lato est è
quello che presenta una più accurata resa stilistica e lo
svolgimento delle decorazioni sui capitelli è, in alcuni casi, di
elevato livello artistico. In questa galleria gli archi sono
quattordici, suddivisi da un pilastro monolitico in pietra chiara
squadrata in due settori di sette archetti ognuno, sostenuti da
colonnine e pilastrini di materiale diverso, sormontati da capitelli
a gruccia privi di decorazione, nel caso dei pilastrini, mentre
sulle colonnine i capitelli sono scolpiti con varietà di soggetti
fitomorfi (come quelli delle prime due colonnine dopo il pilastrino
in direzione sud, in marmo rosa con decorazioni a foglie
stilizzate), zoomorfi (il capitello della sesta colonnina da
sinistra, in marmo rosa, con angoli smussati e pulvino a gruccia, è
decorato su tutti e quattro i lati con animali inseriti dentro una
cornice semicircolare; il primo, il terzo, il quarto sono capitelli
con caulicoli sugli angoli e con piccoli animali in rilievo inseriti
negli spazi centrali), o antropomorfi (come su un altro capitello
dove, nel verso esterno, è posta una testa umana e sui lati
compaiono due figure di animali, una delle quali capovolta - vedi foto
capitello). Nel muro interno di questo lato del chiostro restano tracce
di affresco; ancora leggibili rimangono i tratti di un leone. Del
lato sud del chiostro si conservano dodici archi compositi,
interrotti da un ingresso squadrato realizzato con stipiti e
architrave formati da grossi blocchi di pietra: i sei archi posti
verso occidente poggiano su colonnine e pilastrini con capitelli
monolitici a gruccia semplicemente modanati. I sei archi verso
oriente sono posati su colonnine bianche e rosa veronese, con
capitelli decorati a motivi vegetali a tralci. Nel lato nord, la
scomposizione degli spazi non è omogenea: all’estremità destra
(guardando dal centro del patio) vi è una bifora sostenuta da un
pilastrino con capitello a gruccia privo di decorazioni, segue,
verso sinistra, un’apertura squadrata che dà accesso al portico dove
sono inseriti altri due ingressi (verso l’area est e verso la
chiesa). A sinistra di questo ingresso, sono invece posti cinque
archi (l’ultimo verso il campanile è tronco), appoggiati,
alternativamente, su colonne singole o doppie, di diverso materiale,
con capitelli a gruccia monoblocco anche sulle colonnine doppie,
scolpiti e decorati da semplici motivi geometrico-vegetali, a
esclusione del primo capitello prossimo allo stipite dell’ingresso,
in cui sono inserite due aquile stilizzate ad ali spiegate sugli
spigoli, purtroppo acefale; il capitello dell’altra colonnina, in
parte rovinato, conserva, sul fronte interno, un leggero motivo
vegetale a tralci e grappoli. Vicino alla porta d’ingresso alla
chiesa è inoltre murata una lapide tombale squadrata con iscrizione
dedicatoria.