PIEVE DI SAN GIORGIO DI VALPOLICELLA  (S. Ambrogio di Valpolicella provincia di Verona)

   
campanile   chiostro   chiostro
   
chiostro lato est   chiostro lato est   capitello

Campanile (vedi foto campanile)
Il campanile, possente torre quadrata del XII secolo, per la composizione in pietre calcaree chiare appena sbozzate e di diversa misura, inserite per livelli orizzontali in spessa malta, presenta strutture murarie similari, in tutti e quattro i lati, alle strutture edilizie dei muri perimetrali della chiesa. Fanno eccezione i contrafforti angolari inseriti a partire dall’altezza di 4-5 metri circa dal livello del terreno, larghi un metro circa, e la lesena centrale raccordata con coppie di archetti pensili compositi in pietra per i primi due livelli dell’alzato (da notare che la seconda cornice di archetti binati è posta a un’altezza quasi triplice rispetto alla cornice bassa), e, nel terzo settore in alto, da una lesena più stretta (visibile solo sui lati est e nord), raccordata da tre archetti in laterizio per parte (nel lato occidentale, sotto la trifora della cella campanaria è ora inserito un orologio, così come nel lato sud si conserva allo stesso livello una pesante intonacatura cementizia). Il lato nord della torre, nella parte bassa, è integrato nella planimetria della navatella (internamente alla chiesa, sul perimetrale della navatella sud, è visibile l’aggetto della base del campanile). Verso lo spigolo basso di sud-ovest è murato un grosso blocco squadrato di calcare, probabilmente di reimpiego e recuperato da edifici d’epoca romana, che presenta a rimarcare i bordi, una leggera modanatura scolpita, e poco sopra è posto quel che doveva essere un monolite con i resti di due archetti. Solo nel fianco occidentale della cella campanaria, è posta una trifora modanata con archi compositi in pietra appoggiati a due colonnine monolitiche, sormontate da semplici capitelli a gruccia, mentre gli altri lati sono aperti con bifore ad archetti modanati in laterizio e una colonna singola con capitelli a gruccia privi di decorazione. La parte sommitale della torre è squadrata, con basso tetto a quattro spioventi. Oltre alle aperture della cella campanaria, su ogni lato della torre sono inserite delle strette finestrelle a feritoia, inserite su più livelli. In generale rimangono ancora ben conservati i tratti costruttivi caratteristici dell’epoca romanica, anche se in parte alterati, soprattutto nella composizione muraria delle sezioni centrali del verso meridionale, che si presenta con integrazioni sparse, anche consistenti, in cotto rosso. Anche l’ultima sezione, composta dalla cella campanaria e dalla sezione terminale quadrata della torre, ha le murature che ripetono le diversità dei materiali in opera presenti nella zona terminale del lato ovest. La terminazione della torre sopra le finestre, è quadrata con le murature che denunciano interventi di ripristino.
Chiostro (vedi foto chiostro)
Il chiostro, inserito sul tratto più a est del longitudinale meridionale della chiesa, viene datato al XII secolo. Rimangono tre dei quattro lati colonnati, strutturalmente diversi l’uno dall’altro; manca del tutto il braccio occidentale, sostituito da una recinzione di epoca recente. Di questi tre bracci, quello più breve a nord e quello a est (vedi foto chiostro lato est), sono coperti da un tetto a un solo spiovente in coppi e grosse tegole di pietra. Le colonnine a sostegno delle arcate del chiostro poggiano su un muretto continuo, di altezza differente. Sul basamento della galleria est, verso l’area absidale, si nota un’incisione quadrata che parrebbe quasi lo schema di un gioco (il gioco della triglia?), oppure una riproduzione della planimetria del chiostro stesso, se non la raffigurazione di un labirinto, o ancora, un motivo simile a quello dipinto in prossimità del catino absidale occidentale. Le murature, nelle parti basse, presentano un allestimento edilizio comparabile con le strutture murarie del campanile e della chiesa; solo le parti sovrastanti gli archi presentano un più accurato trattamento dei blocchi di pietra, che presentano una lavorazione di squadratura e finitura. Solo nel lato sud del quadrilatero l’apparato murario si fa più confuso, con consistenti inserti di epoca romana, tra i quali si conservano parti con incisione di lettere latine. Gli archi a tutto sesto, su colonnine e pilastrini, sono generalmente composti da due conci ben lavorati. In discreto stato di conservazione sono le decorazioni che ornano i capitelli delle colonnine, sui quali compaiono varie tipologie ornamentali attinenti al repertorio in uso nei bestiari e nei florarii fantastico-religiosi d’epoca medievale. Solo agli inizi del XIX secolo, gli edifici originariamente adibiti al clero venivano in parte distrutti o inglobati nell’attuale canonica. Il lato est è quello che presenta una più accurata resa stilistica e lo svolgimento delle decorazioni sui capitelli è, in alcuni casi, di elevato livello artistico. In questa galleria gli archi sono quattordici, suddivisi da un pilastro monolitico in pietra chiara squadrata in due settori di sette archetti ognuno, sostenuti da colonnine e pilastrini di materiale diverso, sormontati da capitelli a gruccia privi di decorazione, nel caso dei pilastrini, mentre sulle colonnine i capitelli sono scolpiti con varietà di soggetti fitomorfi (come quelli delle prime due colonnine dopo il pilastrino in direzione sud, in marmo rosa con decorazioni a foglie stilizzate), zoomorfi (il capitello della sesta colonnina da sinistra, in marmo rosa, con angoli smussati e pulvino a gruccia, è decorato su tutti e quattro i lati con animali inseriti dentro una cornice semicircolare; il primo, il terzo, il quarto sono capitelli con caulicoli sugli angoli e con piccoli animali in rilievo inseriti negli spazi centrali), o antropomorfi (come su un altro capitello dove, nel verso esterno, è posta una testa umana e sui lati compaiono due figure di animali, una delle quali capovolta - vedi foto capitello). Nel muro interno di questo lato del chiostro restano tracce di affresco; ancora leggibili rimangono i tratti di un leone. Del lato sud del chiostro si conservano dodici archi compositi, interrotti da un ingresso squadrato realizzato con stipiti e architrave formati da grossi blocchi di pietra: i sei archi posti verso occidente poggiano su colonnine e pilastrini con capitelli monolitici a gruccia semplicemente modanati. I sei archi verso oriente sono posati su colonnine bianche e rosa veronese, con capitelli decorati a motivi vegetali a tralci. Nel lato nord, la scomposizione degli spazi non è omogenea: all’estremità destra (guardando dal centro del patio) vi è una bifora sostenuta da un pilastrino con capitello a gruccia privo di decorazioni, segue, verso sinistra, un’apertura squadrata che dà accesso al portico dove sono inseriti altri due ingressi (verso l’area est e verso la chiesa). A sinistra di questo ingresso, sono invece posti cinque archi (l’ultimo verso il campanile è tronco), appoggiati, alternativamente, su colonne singole o doppie, di diverso materiale, con capitelli a gruccia monoblocco anche sulle colonnine doppie, scolpiti e decorati da semplici motivi geometrico-vegetali, a esclusione del primo capitello prossimo allo stipite dell’ingresso, in cui sono inserite due aquile stilizzate ad ali spiegate sugli spigoli, purtroppo acefale; il capitello dell’altra colonnina, in parte rovinato, conserva, sul fronte interno, un leggero motivo vegetale a tralci e grappoli. Vicino alla porta d’ingresso alla chiesa è inoltre murata una lapide tombale squadrata con iscrizione dedicatoria.

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