ABBAZIA DI SANTA CROCE DI FONTE AVELLANA  (Serra Sant’Abbondio – prov. Pesaro e Urbino)

 

Ogni considerazione sul monastero di S. Croce di Fonte Avellana non può prescindere dalla valutazione delle figure mistiche di S. Romualdo e S. Pier Damiani. Il fascino di questo monumento non è esente dall’amenità del sito in cui sorge (alle pendici del monte Catria, nel comune di Serra S. Abbondio), come l’atmosfera mistica che si respira, visitando il complesso monasteriale, non è esente dall’influenza spirituale che il suo fondatore volle trasmettere facendo costruire un monastero (non solo la chiesa) coerente con il suo pensiero: “superbia oculum” era la bellezza troppo vistosa alla quale egli contrapponeva la sobrietà e l’efficienza architettonica.
Secondo gli studiosi una parte dell’antico chiostro sarebbe inglobata, per alcuni tratti, nella ricostruzione del secolo XII. La chiesa attuale è frutto anche dell’intervento consistente del XVII secolo , oltre che della ripulitura dai fronzoli barocchi operata negli anni 1939 e 1950. E’ opinione che nella primitiva chiesa damianea, a cavallo del XII secolo, siano intervenuti rifacimenti e ampliamenti, che coinvolsero, oltre alla chiesa, anche altri edifici monastici. Sicuro è l’anno di consacrazione della chiesa: 1197. L’edificio consacrato in quell’anno sopravviverebbe attualmente nell’unica navata con transetto sporgente, coperta con volte a botte con arco ribassato. Il presbiterio è molto rialzato, mentre l’abside semicircolare originaria veniva demolita nel 1832 e sostituita con l’attuale coro allungato (recenti scavi hanno appurato che l’abside originaria ricalcava i perimetrali dell’abside della sottostante cripta). Ed è nella cripta che si può meglio percepire lo spirito sobrio ed equilibrato inteso da Pier Damiani. Si compone di tre campate con coperture a crociera e sottarchi a tutto sesto. E’ generalmente datata al periodo damianeo (attorno alla seconda metà dell’XI secolo). Dubbi su una datazione così antica sorgono dalla valutazione della magistrale messa in opera delle pietre, perciò si vorrebbe posticipare tali raffinate murature al tardo XII secolo, in epoca contemporanea o di poco precedente la ricostruzione. Da notare l’assenza, nell’altare centrale della cripta, della reliquia di consacrazione). Scriptorium è un’aula orientata nord-sud e strutturata per “seguire” il movimento del sole, allo scopo di offrire la massima luminosità in qualsiasi ora del giorno e stagione dell'anno. Il raggio di luce che colpisce il pavimento dalla finestra centrale a sud indica le stagioni dell'anno (mesi), mentre i raggi che entrano dalle alte monofore laterali (6 a est e 7 a ovest), indicano, sempre sul pavimento, l’ora del giorno. Osservando la fascia centrale che va dalla porta d’ingresso alla finestra centrale sud, quando la luce colpisce il punto più prossimo all’ingresso, ciò indica il punto più basso del sole sull’orizzonte (inverno, 21 dicembre). All'’opposto punto della stanza, il più lontano dall’ingresso e più prossimo invece alla finestra, sarà illuminato il 21 giugno, quando il sole tocca il punto più alto sull’orizzonte. Sala del capitolo Locale voltato a botte e poco illuminato, con solo tre finestre. Tracce di affreschi trecenteschi. La guida turistica segnalava di questo locale l’ottima acustica.

  HP Map