PIEVE DI SANTA MARIA  (Cavriana – prov. Mantova)

   
monofora   facciata   sommità
   
navata   interno   affresco particolare

Nel longitudinale nord, come nel contrapposto a sud, le lesene non sono inserite in modo equidistante, così come gli archetti sommitali non hanno la stessa ampiezza; una delle lesene presenta lo stesso tipo di decorazione a mattoni traversi già riscontrati in due lesene dell’area absidale. Su questo lato si aprono tre strette monofore strombate con stipiti e arco in piccoli mattoni rossi, chiuse da una stretta lastra di alabastro (vedi foto monofora). Nel longitudinale sud, le strutture murarie riprendono grossomodo gli assetti della facciata e del longitudinale nord, anche qui con tre monofore strombate chiuse da una lastrina di alabastro e una interruzione della piatta muratura ottenuta con i consueti mattoncini murati a rombo. In aggiunta, come ulteriore apertura, vicino all’area absidale, è inserita una porta, squadrata esternamente e con arco sommitale a tutto sesto internamente. Esternamente, sopra questo ingresso, è inserito un piccolo mattone con decorazione a raggiera, forse il marchio della fornace che ha prodotto parte dei materiali laterizi impiegati nella costruzione della chiesa, mentre a destra è posta una targhetta che ricorda il restauro esterno della chiesa avvenuto nel 1995-96. Verso la facciata, sono inoltre murate alcune lapidi funerarie e commemorative di diverse epoche.
Le murature del campanile di S. Maria, per quanto concerne la sezione inserita nel perimetrale della chiesa, sono praticamente identiche, nella resa costruttiva, alle murature dei perimetrali; solo a est, poco sopra il probabile prolungamento dello spiovente sud del tetto della chiesa, che qui, causa la presenza della torre, risulta tronco e più corto del contrapposto spiovente nord, l’assemblaggio dei laterizi si fa appena più approssimativo e meno curato nella composizione dei livelli orizzontali. Questa leggera differenza potrebbe essere indizio di un innalzamento della torre successivo all’epoca dell’edificazione romanica, rimanendo comunque pertinente alla fase edilizia di gusto romanico. I sottogronda dei laterali presentano evidenti segni di riposizionamento dei laterizi a indizio di rifacimenti e restauri e del rialzo del tetto.
La facciata a capanna (vedi foto facciata) presenta un portale d’ingresso squadrato e sormontato da un protiro in pietra bianca e rosa di Verona leggermente aggettante, con tettoia a doppio spiovente a riparo di una lunetta ora priva di decorazioni. Conci di pietra chiara fanno da stipiti e da architrave al portale (gli studiosi datano questi particolari architettonici al 1332). Sopra l’ingresso è inserito un rosone forse contemporaneo al portale. Sotto il culmine degli spioventi vi è una finestrella a croce, sottolineata da piccoli motivi decorativi di mattoni inseriti a dente di sega (vedi foto sommità). I sottotetti sono marcati da una doppia modanatura di mattoncini rossi mentre poco sotto corre la solita cornice ad archetti ciechi che in questo caso, però, sono evidentemente diversi l’uno dall’altro e allestiti con scarsa simmetria. Le lesene sono sei e le due che corrono a fianco del portale sono più larghe delle altre. Gli angolari sono pure aggettanti e appaiono come larghe lesene. Diversamente dagli altri lati della chiesa, la facciata offre un utilizzo più contenuto degli inserti in laterizio murati a spina di pesce.
L’interno e’ molto scuro e, né le sei monofore dei longitudinali, né il rosone di facciata attenuano l’atmosfera di mistico raccoglimento che caratterizza l’ambiente. Le murature, grezze, ripropongono gli stessi motivi riscontrati per l’esterno, essendo composte da conci di materiale diverso alternato ai vari tipi di laterizio inseriti per livelli orizzontali, sia a spina di pesce, sia verticalmente (questo tipo di allestimento è però meno adoperato rispetto all’esterno), che alleggeriscono le masse murarie rendendole appena più dinamiche. L’ambiente si presenta ad aula unica coperta da capriate (opera di recenti restauri) e con le tre absidi semicircolari a est che riflettono l’assetto esterno (le due absidi minori sono poco profonde) (vedi foto navata). Il pavimento è in cotto, costituito da mattonelle di diversa dimensione, soprattutto verso sud, probabilmente realizzato in epoca post-medievale. Il portale occidentale rettangolare, opera di restauro, è incassato sotto un arcone a tutto sesto in cotto. La lunetta non presenta segni di decorazione.
L’abside centrale è introdotta da due semicolonne composite realizzate in laterizio a sostegno della modanatura dell’arco trionfale. La campata antistante l’abside sud, occupata esternamente dalla torre campanaria, presenta una monumentale colonna, sempre in laterizio, che sostiene due archi a tutto sesto, l’uno rivolto verso il longitudinale e l’altro verso l’area presbiteriale, a formare le fondamenta del campanile. Sia questa colonna che le due semicolonne absidali culminano con una semplice mensola monolitica in pietra bianca molto sporgente (vedi foto interno).
I resti di affresco, presenti purtroppo in modo frammentario, indicano comunque che le pareti dovevano essere decorate con cicli pittorici di ben più vasta estensione. La maggior parte dei lacerti è sopravvissuta nell’area presbiteriale e nel muro sud presso la controfacciata, dove sono ancora visibili due figure frontali femminili rivolte l’una verso l’altra: restano visibili solo le parti superiori del corpo, mentre le parti inferiori sono andate irrimediabilmente perdute. Dentro un triplice fascia di color rosso, bianco e verde, che fa da cornice, su uno sfondo blu scuro e ocra, a sinistra compare una santa incoronata, dai capelli lunghi e scuri; l’abito è scuro con decorazione a cerchietti, che ricalca motivi di tipo bizantineggiante, la mano sinistra è protesa verso la contrapposta figura femminile e nella mano destra tiene una specie di bacchetta, forse la stilizzazione di uno scettro, segno di regalità. L’altra figura, sempre femminile e dai fini lineamenti del volto, rivolto verso la santa-regina, ha il capo, incentrato dentro un’aureola dorata, e le spalle coperti da un velo bianco decorato da piccoli motivi; porta inoltre una tunica di color nero e la mano destra, appoggiata al seno, sembra stringere un pesce o un uccello, mentre la mano sinistra, distesa sul ventre, pare sorreggere una catenella. A destra di queste due figure, in un riquadro separato, ma sempre incorniciato da una triplice fascia di color rosso,bianco e verde, molto abrasa, compare una figura di santo; i due riquadri sembrerebbero di esecuzione contemporanea, dato che non presentano sovrapposizioni. Gli studiosi collocano cronologicamente questo affresco al XII secolo.
Un altro tratto affrescato, per gli studiosi all’incirca contemporaneo di quello descritto precedente, è conservato vicino all’abside nord, sul longitudinale. Anche qui è poco quel che rimane. Dentro una cornice a fasce rossa e verde inframmezzata da una leggera linea bianca, su uno sfondo blu, si vedono due volti: sulla sinistra un santo, di buona fattura, con vistosa barba e tunica rossa; al centro in alto, un medaglione che incornicia un’altra figura di santo barbuto con mantello verde appoggiato sulla spalla sinistra e tunica di colore rosso rosato, che con la mano destra indica forse un sepolcro o un’abitazione; poco sotto rimane visibile una parte di un’ala, forse appartenente a una figura angelica (le vistose cadute di colore non permettono una chiara lettura); probabilmente questa complessa scena doveva rappresentare la riproduzione di un qualche evento miracoloso. Una particolare attenzione merita il volto del santo di sinistra che, rispetto ai volti delle sante del longitudinale sud, presenta un’esecuzione più accurata nella formazione dei lineamenti del volto. Qui si perdono la linearità e la piatta essenzialità dei tratti somatici delle due sante e il tratto si arricchisce di sfumature e ombreggiature (vedi foto affresco part.). E’ possibile imputare la maggiore cura nella resa dei particolari, non solo allo stato di miglior conservazione, ma all’intervento di un diverso artista, di formazione più raffinata e di epoca probabilmente posteriore, anche se, in linea di massima, la gamma cromatica impiegata nei due lacerti pittorici è abbastanza simile. Sotto questa scena si può vedere inoltre una figura acefala di esecuzione piuttosto grossolana; ne restano visibili la tunica bianca e la mano destra. Verso la calotta dell’absidiola rimangono, molto abrasi, i resti di un’altra figura di santo quasi illeggibile.
Una modanatura introduce il semicerchio dell’abside settentrionale che doveva essere interamente affrescata: purtroppo una vistosa scalpellatura al centro ha irrimediabilmente deturpato la scena (senz’altro conseguente al rifacimento dell’area absidale nel XVIII secolo). Rimangono visibili sui fianchi i resti di due figure di santi: a sinistra rimane parte di un’aureola e del capo canuto di un personaggio con tunica di color porpora; a destra rimangono i resti di un volto aureolato, del mantello di color verde e della tunica rossa. Un po’ meglio conservato, al centro della calotta, vi è il volto di un Cristo in una conchiglia-cornice rosso, bianca e verde, incentrato dentro un’aureola con croce astile. Forse la scena rappresentata era una Crocifissione. Anche il tratto di muro sovrastante questa abside conserva tracce di affresco, purtroppo tanto deteriorati da non permettere alcuna ipotesi interpretativa, se non essere ulteriore riconferma di quanto fossero estese le decorazioni pittoriche che dovevano ricoprire tutto il fronte dell’area est. Al centro dell’abside maggiore, priva di decorazioni, domina la scultura della Madonna della Misericordia con il mantello aperto (probabilmente in origine doveva essere dipinto), che accoglie in basso una serie di personaggi oranti: sul capo ha una corona regale. Come detto, quest’opera di buona esecuzione viene attribuita alla prima metà del XIV secolo. Anche nell’absidiola meridionale rimangono tracce di affresco, sempre molto rovinati, dove si intravede la figura di un santo che regge un cartiglio. Altri scarni lacerti pittorici sono presenti vicino all’entrata laterale sud. L’altare, al centro dell’abside maggiore, è di fattura moderna.

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