Text and photos by RUGGERO FORTI e DENISE ZANINI

Some may wonder what is the reason that pushes you to devote a section of THAIS to minor Romanesque buildings?
Aren’t Italy or Europe rich enough in “major” ones? The answer can only be positive.
Nevertheless, it is sometimes the fame itself of certain monuments, renowned bas the undiscussed examples of Romanesque art (as, only to quote the most important examples in continental Europe: S. Ambrogio in Milan, undisputed leader of the lombard-Romanesque style, together with the Modena Cathedral and the St. Zeno church in Verona – in Italy; S. Maria of Ripoll – in Spain; the church of S. Michel de Cuxa and the abbatial churces of Cluny, Vezelay and Caen - in France; the S. Michael of Hildesheim church in Germany), that supplies you with lots of information regarding them, from the practical tourist guides, to the beautifully illustrated monographic essays, to rich and always updated Internet sites.
In our wanderings, during which we passed many villages and Italian cities to the sieve, we often had the occasion to admire many marginal Romanesque buildings, which according to us would deserve more attention.
Unfortunately, both because they are located out of more known tourist circuits, both because they are difficult to reach, in the end you always run the risk to see the outsidt of artistically or historically remarkable buildings, without having the possibility to vist their inside.
It is indeed the lack of information to the public that sometimes makes such buildings become marginal, “lost” both from the cultural and geographical point of view.
To fill this gaps, our trips little by little turned into a systematic search on the territory.
At the beginning we had only a simple, and therefore inadequate, camera, then replaced by a professional digital camera, to which binoculars were soon added for a closer observation of the architectural details and a recorder to put on tape a description of the building we would later transcribe.
What drives us to show the material that we collected now is an attempt to make the available information uniform, with the aim of trying and obtaining a summary that can describe what of Romanesque has remained visible of the various minor monuments taken into consideration.
It seems to us necessary to specify the sense we attribute here to the definition “minor monuments”: such definition can be referred to the majority of the ecclesiastical buildings of the Romanesque and Pre-Romanesque epochs not characterized by monumental building; these minor buildings can sometimes represent an architectural reflection of major ones, while others times the opposite seems to be true (i.e. minor buildings are sort of prototypes for major ones).
In our intentions, to the first descriptions, available on these pages around January 2005, there should soon follow others, which, in time, may form some little “Romanesque itineraries” in various regions of Italy.
Any suggestion of criticism on the treated topics is more than welcome.

Ruggero Forti and Denise Zanini
(
denizani@yahoo.it)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

HP

Testi e foto di  RUGGERO FORTI e DENISE ZANINI

A che scopo, si domanderà qualcuno, dedicare una sezione di THAIS agli edifici romanici minori?
L’Italia (o anche l’Europa) non sono forse abbastanza ricche di edifici romanici “maggiori”? La risposta non può che essere affermativa.
Tuttavia, proprio la fama di certi monumenti esemplificativi del Romanico (come S. Ambrogio a Milano, indiscusso caposcuola del romanico lombardo, con il Duomo di Modena e il San Zeno a Verona, o S. Maria di Ripoll per la Spagna, o il S. Michel de Cuxa e l’abbaziale di Cluny, l’abbaziale di Vezelay e le chiese abbaziali di Caen per la Francia o il S. Michele di Hildesheim per quanto rimane di romanico in Germania, per citare solo i più importanti esempi di romanico dell’Europa continentale), fa sì che siano disponibili innumerevoli fonti di informazione, dalle pratiche guide turistiche, a trattati monografici magnificamente illustrati, a siti Internet ricchi, belli ed aggiornati.
Nel nostro girovagare, che ci ha portato a passare al setaccio campagne, paesi e città italiane, abbiamo spesso ammirato anche alcuni edifici romanici marginali, che secondo noi meriterebbero più attenzione.
Purtroppo, sia perché essi si trovano al di fuori di più conosciuti circuiti turistici, sia perché spesso per raggiungerli occorre armarsi di pazienza e di bussola, c’è il rischio di trovarsi di fronte a edifici, artisticamente o storicamente ragguardevoli, senza possibilità di accesso.
Proprio la mancanza di documentazione e di informazione al pubblico fa sì che tali edifici diventino forzatamente marginali, “sperduti” sia dal punto di vista geografico che culturale.
Per colmare questa lacuna, i nostri viaggi si sono trasformati in una ricerca sistematica sul territorio.
All’inizio avevamo solo una macchina fotografica da turisti, e quindi inadeguata, poi sostituita da una fotocamera digitale professionale, a cui si è aggiunto un binocolo per l’osservazione ravvicinata dei dettagli architettonici e un registratore per riportare la descrizione dell’edificio che avremmo poi trascritto.
Quello che ci spinge, ora, a mostrare il materiale che abbiamo raccolto è il tentativo di uniformare le informazioni disponibili per cercare di ottenerne un condensato che possa descrivere ciò che di ROMANICO è rimasto visibile dei vari monumenti minori presi in esame.
Ci sembra doveroso puntualizzare il senso qui attribuito alla definizione “monumenti minori”, che intendiamo riferibile alla maggioranza delle edificazioni ecclesiastiche d’epoca romanica e pre-romanica non caratterizzate da assetti costruttivi monumentali ma che, a volte, ne rappresentano un riflesso architettonico e altre volte potrebbero esserne addirittura i prototipi.
Nelle nostre intenzioni, alle prime descrizioni, che saranno disponibili in queste pagine per Gennaio 2005, ne dovrebbero seguire altre che, nel tempo, vorremmo costituissero dei piccoli “itinerari romanici” in varie regioni d’Italia.
Naturalmente siamo più che disposti ad accogliere suggerimenti e precisazioni sugli argomenti trattati.

Ruggero Forti e Denise Zanini
(denizani@yahoo.it)